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Archive for gennaio, 2011

ESSERE METALMECCANICI

Essere METALMECCANICI oggi, in Italia soprattutto, è l'ultima presa per il culo del mondo del lavoro!
Sento sulla mia pellle il pathos di chi domani a Mirafiori dovrà votare, so che stanotte pochi di loro dormiranno, arrabbiati, delusi, feriti, amareggiati, ma soprattutto combattuti tra questo SI / NO.

Se vince il SI, perdono tutti i metalmeccanici d'Italia, tutti i lavoratori in generale, poichè scelta una via è giocoforza che altre categorie lavorative, in nome della crisi, dei mercati e della fottuta globalizzazione, verranno penalizzate pesantemente.
Sindacati dipendenti dell'azienda, basta con le RSU ma ritorno alle RSA, aumento dei turni di lavoro, aumento dei cicli di lavoro, aumento non discrezionale delle ore di straordinario (si parte con 120 ma potrebbero essere 200) e ovviamente da fare durante i giorni di riposo/recupero.
Nessun aumento di stipendio! Nessun aumento di premo produttività (tanto invocata ma poi se la deve godere solo Sergio)! Nessuna malattia… se ti ammali prima di un festivo sono cazzi amari, piuttosto vai a lavorare e stramazza per terra con la febbre a 40, forse chiameranno l'ambulanza, o forse no, magari aspetteranno la fine del turno per non disturbare la produzione.

Se vince il NO, è probabile che Marchionne molli baracca e burattini lasciando tutti a bocca asciutta, ma è probabile, non certo, perchè in brache di tela si ritroverebbero (eventualmente) non solo i lavoratori dello stabilimento, ma migliaia di altre aziendine legate all'indotto di Mirafiori. 
Programmi televisivi a gogo con i soliti spot anticomunisti da parte di Silvio, discorsi beceri di Lega e PdL, discorsi inconsistenti da parte di persone che NON sono metalmeccanici che lavorano in linea ma che vorrei tanto lo fossero!
Guizzo d'orgoglio dei lavoratori, ma lo stesso paura di trovarsi una bella lettera di nuova CIG, magari straordinaria dello straordinario, magari che poi finisce in mobilità e licenziamento.

Comunque vada, molto probabilmente sarà un casino, allora dovrebbe intervenire a gamba tesa il solito STATO, solo che stavolta dovrebbe pretendere un piano aziendale di sviluppo che si rispetti e che rispetti i lavoratori, dovrebbe pretendere di sapere se ci sono o se sono fuffa questi miliardi di investimento (ma intanto le azioni FIAT salgono e così c'è sempre qualcuno che specula sui lavoratori); dovrebbe pretendere il rispetto ESSO stesso (Lo Stato, e quindi noi tutti anche i non metalmeccanici), perchè per anni ha messo le stampelle alla FIAT per non affossarla, per anni ha fatto tira-e-molla con gli Agnelli…..

Ma si sa, una generazione crea, la seconda porta avanti e la terza distrugge.

Comunque, se avete voglia di leggere brevemente questo meraviglioso accordo di merda firmato da tutti i sindacati di merda TRANNE che dal sindacato che rappresenta secolarmente i metalmeccanici, eccovelo qui con tanto di firme annesse.

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HAPPY CHINA

Happy china è un mio collega “indiretto”, nel senso che non lavora nel mio reparto, ma è cmq nella mia divisione di reparto.
Happy china è stato NOMINATO per andare nella Grande Happy Casa Cinese; è qualificato per farlo, non fosse altro che è alto come un cinese medio, quindi è un metro e un cazzo.
Happy china nonostante la statura, è affetto da megalomania e se fosse alto proporzionalmente al suo ego, lo si potrebbe paragonare a ben 2 Kareem Abdul Jabbar messi in verticale.
Happy china era, è e sempre sarà un cagacazzo mondiale; lui non ti saluta, annuisce leggermente con la testa e quando è di buon umore risponde al tuo ciao con un risicato buongiorno a labbra strette… ho giurato a me stessa che la prossima volta gli rispondo “buongiorno un cazzo!”.

Happy china sta sui coglioni a molti altri miei colleghi perché è un falso viscido bugiardo incompetente e pure leccaculo (che non guasta mai). Un mio collega, che lo ama particolarmente, mi ha detto che ogni mattina ascoltando il telegiornale spera di sentire la notizia del suo rapimento da parte di una banda di stupratori gay. Condivido questo stato d’animo, non ascolto il telegiornale assiduamente come lui, ma so che se ciò avverrà sarò una tra le prime ad essere informata (sto tenendo da parte una bottiglia per le grandi occasioni!).

Spero che Happy china non ritorni mai più in Italia, spero che i potenti a cui ha leccato alacremente il culo gli impongano di rimanere laggiù perché “la sua presenza ed il suo contributo sono fondamentali per la buona riuscita del progetto”, quindi farà sicuramente meno danni in Cina di quanti ne possa mai fare in Italia.
 
BYE BYE HAPPY CHINA

CHINA BUSINESS

(sottotitolo "China Business del cazzetto", anche detto "interesse del cazzetto")

Molto tempo fa era in voga lo slogan “La Cina è vicina” o qualcosa del genere, quasi una specie di ammonimento.
Il seguito è stato “La Cina è tra noi” e, sdoganato da tempo il cibo cinese, nonostante ciclici disastri gastronomici tipo i polli con l’influenza aviaria arrivati in container, non appena un negozio “normale” chiude, tac… ecco che in quei locali ci si installa uno di quegli onnipresenti negozietti cinesi dove ci propinano cose orripilanti a prezzi che sono al di sotto dell’irrisorio.
 
La svolta epocale però è questa “se la Cina viene da Maometto, anche Maometto va in Cina”.
Ad oggi non credo esista una grande azienda italiana, di qualsiasi settore merceologico, che non abbia una succursale / distributrice anche sul territorio cinese.
Per dirla alla Marchionne “è merito della globalizzazione”, guardandola con gli occhi di Silvio “sono accordi commerciali che favoriscono i paesi”, vivendola da lavoratore ho semplicemente un bel punto interrogativo in testa.
Quindi, avendo colleghi/e che stanno lavorando sodo proprio da quelle parti e dei quali invidio l’esperienza formativa personale e culturale, mi chiedo però CHE SENSO HA:

  1. scrivere ancora “Made in Italy” se poi viene fatto a Shanghai ?
  2. parlare ancora di QUALITA’ se i manufatti che arrivano da quel paese la qualità nemmeno l’hanno sfiorata ?
  3. preoccuparsi sempre dell’ambiente e delle scorie, quando i loro tessuti sono intrisi di non si sa bene quali sostanze chimiche e laggiù ci sono intere discariche di prodotti hi-tech che vengono bruciati (?) e rimangono fumanti per mesi con bimbi che scorrazzano su montagne di ex-pc cannibalizzati ?
  4. preoccuparsi della sicurezza, quando i loro materiali sono tutto tranne che sicuri e ai cinesi basta passare un filo di bianchetto sulla riga descrittiva di una sostanza pericolosa per ignorarne la sua esistenza (occhio non vede… materiale non duole) ?
  5. sbandierare che si fanno grossi affari commerciali, se poi a conti fatti produrre in Cina per vendere in Europa è un raddoppio dei costi di spedizione e una perdita qualitativa ?
  6. fare formazione a personale cinese che non sa l’inglese e che deve avere sempre un traduttore attaccato al culo, se poi il giorno dopo questo lavoratore fa i bagagli x andare in un’altra azienda ?

 
Ed infine… perché mentire a noi stessi e al nostro bilancio aziendale, quando è palese che non ci stiamo guadagnando?
Perché continuare in questa Caporetto asiatica, spedendo uomini, mezzi, risorse e competenze che poi non verranno sfruttati per attuare la qualità che ci aspettiamo da europei, ma verranno solo copiati per produrre la mediocrità?
 
Non ce l’ho con i cinesi, ce l’ho con gli europei che sfrontatamente emigrano fin là pensando di essere i salvatori di una fetta di mercato del lavoro cinese, credendo di intascare soldi a palate proprio grazie al basso costo della manovalanza e delle materie prime… e invece se lo pigliano nel culo.
ERGO, se lo pigliano nel culo più o meno direttamente tutti i lavoratori europei, ai quali ormai viene richiesto di piegarsi a lavorare come se fossero cinesi (Marchionne docet) e sul loro salario gravano i buchi di investimento fatti in Cina.
 
Torniamo indietro prima che sia troppo tardi!!!