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Posts Tagged ‘figure di merda’

LA TRUFFA

C’è mancato poco, veramente poco, ora rimane solo un po’ di orgoglio ferito per essere stata una pirla alla soglia dei 40 anni. Adesso vi racconto tutto nel dettaglio.

PROLOGO
In agosto mi contattata un call center e una gentile signora dall’accento veneto mi fa alcune domande: Cosa ne pensa della pubblicità? Cosa ne pensa se le aziende spendessero meno in pubblicità e più sul prodotto? Etc.
Rispondo garbatamente e quindi la signora mi spiega che lavora per un’azienda rappresentante grandi marche per biancheria da casa (lenzuola/asciugamani), piccoli elettrodomestici casalinghi, utensili, mobili e che tale azienda avrebbe deciso di puntare sul passaparola per farsi conoscere anche al pubblico al dettaglio e non solo agli ingrossi, offrendo un carnet di buoni sconto per acquistare i loro prodotti in un magazzino di prossima apertura nella città in cui abito.
Ma come fare per ricevere tali sconti? Basta accettare la visita a casa di un loro incaricato.
Detto, fatto!

E qui va spiegato che a Trinity, non appena sente parlare di sconti, parte il pilota automatico che chiude l’afflusso di sangue al cervello… ergo non ragiona più, ha solo un display lampeggiante con la scritta “SCONTI, OFFERTE, PROMOZIONI, SALDI!”.
La stessa cosa le succede anche a passeggio per i negozi, ma almeno in quel caso può constatare subito e direttamente la validità della merce in sconto.

FATTO 1
In settembre arriva a casa mia il famoso incaricato… facciamo una bella chiacchierata, mentre purtroppo mio marito, che avrebbe dovuto essere presente, non era in casa.
Il mitico Signor Bruno, anch’egli dalla spiccata parlantina veneta, mi fa vedere una cartellina con dei marchi tipo “Renato Balestra”, “Lancetti”, “Nazareno Gabrielli”, “Pierre Cardin”, etc. e mi ribadisce che:
1- data la prox apertura di un loro store nella mia città vogliono farsi pubblicità presso il pubblico con i buoni sconto dal 30 al 50%
2- la loro azienda distribuisce prodotti di qualità (“eh signora, guardi che marchi”!)
3- i buoni sono usufruibili per un max di 5 anni dall’emissione e fino ad un max di spesa totale di 2400 euro netti dello sconto (quindi, a detta del Sig. Bruno, per arrivare a spendere 2400 euro con lo sconto del 50% è ovvio che avrei dovuto acquistare prodotti per almeno il doppio di tale cifra)
4- l’unico obbligo, ripeto l’unico obbligo, è quello di effettuare un acquisto durante questi 5 anni di validità degli sconti

Il Sig. Bruno mi porge il contratto e mi incalza bonario chiedendomi: “Con questi marchi signora cosa vuole che sia fare un acquisto obbligatorio e comprare una parure di lenzuola o una parure di asciugamani? Intanto viene da noi, controlla con mano i prodotti e poi vedrà che lo consiglierà anche alle sue amiche”.
Guardo il contratto perplessa, tento di leggiucchiarlo mentre Bruno mi parla, gli faccio ripetere i punti fondamentali (i 4 elencati prima), scriviamo alcune note a mano sul contratto e sospirando… firmo! (nonostante una vocina mi sussurri “sei sicura”?).
Da ultimo il Sig. Bruno, ormai quasi impaziente di andarsene, mi lascia un “bauletto dimostrativo” contenente una parure di lenzuola, senza alcun obbligo di acquisto.
Tale bauletto dovrà essere poi restituito al 2° signore che mi porterà i buoni sconto; se lo vorrò comprare lo comprerò, altrimenti lo restituirò senza alcun esborso.

Mio marito Stewie torna a casa, gli spiego l’incontro, gli dico che ho firmato e ovviamente scatta la di lui domanda: “Ma sei sicura che non sia tutta una gabula? Tutta ‘sta struma per venderti 4 lenzuola? Mah…”, poi legge il contratto e non nota nulla di particolarmente strano.

FATTO 2
Un mese dopo circa l’azienda mi ricontatta per l’appuntamento col tizio dei buoni sconto (da notare che intanto sono passati i termini di legge per il recesso contrattuale).
Lo incontro sempre a casa mia e nuovamente, purtroppo, senza mio marito che era al lavoro (mentre io sono in cassa integrazione).
L’incontro non parte con i giusti presupposti da subito, intanto mentre lui apre la sua 24ore gli vedo circolare dei soldi (bigliettoni verdi) in mezzo ad altri contratti.
Mi aspetto (e forse anche voi ora se mi avete seguito passo passo) che mi consegni il famoso carnet di buoni sconto, che mi dica quando apre il loro store e poi grazie e arrivederci…
Invece mi presenta il loro catalogo e un buono come primo acquisto da 2880 euro (ovvero 2400 + 20%iva) dicendomi che avremmo dovuto accordarci su come e quando spenderlo prima della fine del 2009.
EEEEEEEHHHHHHHH???
COOOOMEEEEE?
COSA HA DETTOOOO???

Ecco la mia faccia deve essere stata tutto un programma per lui. Io ho cominciato a dire “guardi ci deve essere un errore, ero d’accordo con il Sig. Bruno che…” e gli ripeto la tiritera dei 4 punti fondamentali.
Lui: “sì sì, ma vede, lei non ha letto bene il contratto… c’è scritto lì”
Io: “sì sul contratto nelle note scritte a mano c’è indicato 2400 max in 5 anni, mi sembra chiaro”
Lui: “no signora, guardi il ns contratto è stato stilato da avvocati, non c’è nulla a cui lei possa appigliarsi”
Io: “a me non interessa chi lo ha redatto, nelle note a mano c’è scritto chiaramente e poi non si è mai parlato di iva”

Mentre mi usciva il fumo dalle orecchie e mi montava la rabbia perché avevo capito di essere stata raggirata alla grande, mi metto a guardare il loro catalogo e commento: “non sono disposta a spendere 2400 euro, c’è stato un grosso malinteso, se i vs promotori non sono in grado di fare il loro mestiere sono fatti vs, cmq se volete, visto che c’è obbligatorio un acquisto mi dica per esempio i prezzi delle lenzuola così vediamo di aggiustarci”.
Lui: “ah beh signora, una parure di lenzuola va sui 1200/1300 euro dipende…”
Io: “ma cosa sono lenzuola d’oro?”
Lui: “ah beh, roba di qualità, come le pentole e l’aspiratutto”
Io: “senta, al max sono disposta a spendere 200-250euro, mi dica cosa avete sul catalogo per quella cifra”
Lui: “ah per quella cifra, nulla signora mia”
Io: “sta scherzando vero?”
Lui: “no, cosa vogliamo fare allora?”
Io: “il suo buono non lo ritiro, per ora mi tengo il vs bauletto dimostrativo, scriva sul contratto che ne parlerò con mio marito e poi vi chiamerò io”.

Il tizio esce da casa mia mentre io comincio ad aggirarmi come una furia per le stanze, maledicendomi per la mia ingenuità, inveendo in ferrarese stretto contro l’azienda e poi mi rassegno al fatto che dovrò parlarne con mio marito, il quale in primis aveva ragione (era una bella gabula) e seconda cosa avrebbe tutti i motivi di incavolarsi con me per la mia cazzata!

Arriva mio marito, lo saluto e timorosa gli racconto tutto. Rileggiamo insieme il contratto più volte, le note scritte a mano diventano quasi di dubbia interpretazione, ma non lo sono le parti contrattuali secondo cui io dovrei spendere 2400 euro all’anno per 5 anni acquistando prodotti da questa azienda (quindi 2400×5=12000euro… oddio).
Arrabbiati proviamo a chiamare subito il loro centralino, ma risponde una ragazza che non sa come risolvere il ns problema e ci invita a chiamare nei giorni successivi per parlare con la responsabile.

FATTO 3
La notte non dormo serena, continuo a rimuginare e il giorno dopo mi attacco ad internet cercando di setacciare il web a caccia di riscontri della qualità dei loro prodotti.
Più cerco e più mi incazzo con me stessa e con loro; più cerco e meno trovo, quello che trovo non mi piace per niente. I risultati sono i seguenti:
1- Anna Versace NON esiste come stilista di lenzuola e similari
2- e lo stesso dicasi per Cornelia T Versace
3- la poltrona benessere vibro massaggiante è di marca ignota
4- e lo stesso dicasi per l’elettrostimolatore, l’asse termo aspirante, l’antifurto, i mobili e i tappeti
5- l’aspiratore Eco Komby air and water l’ho trovato solo su un sito rumeno
6- il robot da cucina Omnicuk l’ho trovato da un distributore napoletano, così come materassi e cuscini in lattice Acktivia
7- ma la macchina da cucire SIMAC è stata il pezzo forte…

Guardo sul sito SIMAC e non fanno macchine da cucire, non paga di ciò chiamo il loro numero verde e mi confermano che non producono tali elettrodomestici, ma che spesso la gente li chiama perché li confonde con la ditta SAIMAC.
Digito www e cerco Saimac, oplà se producono macchine da cucire… e anche industriali! Li chiamo, chiedo conferma del loro logo e se hanno eventualmente tra i loro distributori l’azienda che mi ha ingabulata… che ovviamente non conoscono!

8- che dire inoltre del magnifico set di coltelli, venduto in una valigetta di legno, con le lame marcate WARSTAINER (con tanto di aquilotto nero) e il cui nome si confonde con Warsteiner (che è una birra)? Tale oggetto l’ho trovato solo su 2 siti di annunci gratuiti dove un povero gabbato stava cercando di svenderlo a 70euro.
9- non vorrei dimenticare le pentole, altro pezzo da 90! In catalogo hanno le pentole MC ITALIA che scimmiottano in tutto e per tutto le più famose AMC. In molti forum femminili trovo che il solo nome MC ITALIA scateni reazioni da “vade retro satana” a “belle pentole cinesi di imitazione”.

Il risultato finale di tutta sta ricerca è che quando mio marito arriva a casa sono carica come una molla, gli racconto le mie scoperte e poi chiamo imbufalita l’azienda facendomi passare la responsabile.
La responsabile, la Sig.ra Bartolini (o Bertolini, che sia), mi dice che ha visto le note relative al fatto che non voglio spendere più di 250euro, mi conferma che non si può, che ciò è un problema grave…
“Certo”-rispondo io-“che il problema è grave! State vendendo della porcheria cinese, altro che materiale di qualità!!!” e giù con l’elenco delle mie ricerche.
La signora si arrabbia, io mi arrabbio più di lei e continuo a dirle con voce ferma che “è meglio se troviamo un accordo!”
Lei mi urla che posso andare dove voglio e denunciarli ai carabinieri; io rispondo “certo che sì, magari pure alla guardia di finanza, all’associazione consumatori e a tutti gli enti a cui potrò farlo”.
Ultima decisione della responsabile dopo tali parole da parte mia: “va bene allora, mi mandi il bauletto dimostrativo x posta che poi le firmo la liberatoria dal contratto”.
Io: “nemmeno x sogno, prima la liberatoria e poi il bauletto”.
Facciamo un po’ di tira e molla sull’argomento e poi Stewie mi suggerisce di restituirlo di persona.

EPILOGO
Siamo andati da loro su appuntamento, abbiamo restituito il bauletto e ci hanno rilasciato la liberatoria dal contratto.
E’ quasi superfluo dire che un peso mi è sceso dallo stomaco, mi sono sentita di nuovo libera, sono rimasta molto amareggiata, ma posso dire che è andato tutto bene alla fine.

DETTAGLI:
L’azienda in questione, tanto per sputtanarli, tanto perché se qualcuno fa ricerche su di loro in internet spero che arrivi a questo mio post e prenda provvedimenti come ho fatto io, si chiama: CIAO JOLLY S.r.l. con sede in Via del Cristo 326, Padova.

ULTERIORI DETTAGLI E CONSIGLI
Consultate il sito ADUC, cercate dei post con oggetto “tessere sconto” e scoprirete un mondo di truffe già perpetrate da altre aziende venete, sempre con le stesse modalità che vi ho descritto.
Consultate e scaricate il bollettino Aduc n°47, pubblicato il 23ott2009, andate a pagina 224 e scoprirete che la ditta società Eurokontat S.r.l. (marchio Italia Dentro Casa), con sede in Padova, via del Cristo 326 (vi ricorda niente l’indirizzo???) è già stata sanzionata per pratiche commerciali scorrette.

Se qualcuno di voi che mi legge è in questo momento incappato nelle grinfie di questi malfattori… dico tranquillamente: DENUNCIATE, DENUNCIATE, DENUNCIATE; andate alla guardia di finanza, andate all’associazione dei consumatori, fate un esposto alla procura della repubblica.
Non appena ho avuto la liberatoria in mano mi sono presa il tempo di andare alla caserma della GdF di Padova, ho spiegato tutto e mi sono sentita candidamente rispondere che non potevano farci nulla perché io in quel caso non ero parte lesa (nel senso che avevo la liberatoria), quindi o riuscite ad alzare la voce e a farvela fare sta liberatoria oppure denunciate senza pietà!

Agli altri che leggono, che magari stanno scuotendo la testa e commentando che sono stata una cogliona, dico solo E’ VERO! Sono stata una cogliona, anche bella grande, mi espongo al pubblico ludibrio, ma ricordate che “IL GIORNO DEL COGLIONE ARRIVA PER TUTTI” prima o poi, non abbassate MAI la guardia!

PRESSAPOCHISMO

Il titolo del post descrive in maniera appropriata queste 2 ultime settimane di lavoro.
Totalmente da ABSOLUTE BEGINNERS! Non si può sempre lavorare così, non riesco a sopportare che il mio responsabile affronti certe cose in maniera raffazzonata. Ma di che cosa parlano quando fanno le trattative tecniche-economiche con i fornitori insieme all’ufficio acquisti? Evidentemente 5 secondi dell’attrezzatura da acquistare e il resto del tempo dei cazzi loro!
Ritornano dall’incontro pavoneggiandosi per aver risparmiato 1500 €, senza accorgersi che così facendo hanno dato il via ad un domino di problemi, inkazzature, gastriti e mal di pancia…

Gli ingegneri hanno studiato più di te, più di un perito, loro sanno, sempre e assolutissimamente sanno, però cincischiano, tirano e mollano, danno una pacca al cerchio e una alla botte, stanno perennemente in equilibrio sulla diplomazia aziendale e non prendono mai un cazzo di decisione, ti sfiniscono a forza di discorsi e quasi quasi ti convincono che tu, in quanto tecnico, non ne capisci come loro.
OK, io non so, non so e non capisco il macro progetto (che di questo sempre riempiono i loro discorsi), però vedo che tu ingegnere se prendi in mano una chiave a brugola non sai neanche da che parte si gira, se accendi un’oscilloscopio per fare una misura ti incanti a guardare le forme d’onda, se sposti degli attrezzi poi non li rimetti più a posto (e se lavorassi in officina meccanica questa incuria ti costerebbe urla nelle orecchie da mattina a sera + meritati calci nel culo).

Allora se tu sai, caro il mio ingegnere, possibile che ancora una volta ti sei fatto infinocchiare risparmiando il valore di una caramella alla menta su una commessa da migliaia di euro???
Ora grazie a te dobbiamo correre ai ripari in 3 persone, mollare altri lavori per seguirti e alla fine farti pure fare bella figura… facciamo gli “spazzini delle tue cazzate”!!!
Caro ingegnere grazie alla mancanza assoluta del tuo senso pratico mi sembra di lavorare al Circo Barnum, solo che vorrei essere il leone, vorrei divorarti in un sol boccone facendo così un favore all’umanità e, nel caso mi uccidessero, almeno morirei a pancia piena!