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Posts Tagged ‘lavoro’

Times they are a changing

1 aprile 2012 – è doveroso un aggiornamento lavorativo, direi quasi “è dovuto”.

Siamo passati dal governo del dire al governo del fare, dopo 1 mese di mandato del nuovo responsabile, qualcosa si è mosso: un collega ha fatto un corso tecnico di aggiornamento di 2gg, sono state ricompilate le schede di sicurezza di reparto in base a nuove valutazioni sulle necessità di DPI (dispositivi di protezione individuale), ci ha tolto alcune spine dal fianco chiarendo “chi-fa-cosa” (e non noi), abbiamo il via per lo smaltimento di ferraglia inultimente accatastata presso di noi (neanche fossimo una discarica Hera).

Abbiamo perfino paura che tutto ciò sia un sogno ad occhi aperti e che ci risveglieremo bruscamente cadendo dal letto! Speriamo di no!! E’ una sensazione molto bella avere finalmente qualcuno che decide!!!

Sono galvanizzata, addirittura… !!! Roba impensabile fino ad un mese fa mentre svolgevo comunque il mio lavoro, ma in un fitto grigiume.

Hasta la victoria! SIEMPRE!!!

BASTA POCO

Anche Vasco canta che “Basta poco”, anche a noi in ufficio basta poco.

Abbiamo un nuovo capo dal 1 marzo 2012, spirano venti di rinnovamento, ma soprattutto, in un mondo di quaqquaraqquà, spicca la coerenza, il rispetto, la fermezza.

Nessuno di noi pensa che tutti i nostri mali verranno risolti, il pesce puzza dalla testa e noi in testa abbiamo un pesce marcio, ma almeno speriamo in un rinnovamento, una purificazione, un investimento nuovo sulle nostre capacità per ridare dignità ed importanza al nostro reparto.

Basta poco, infatti a noi sono bastati pochi ultimi anni di uno spudorato YesMan per farci piombare nella miseria e nel caos, per farci relegare all’ultimo posto, per passare da serviti a servitori.

Ho capito che l’importante è non aver fretta, piccoli passi per riconquistare il terreno perduto ed arrivare alla meta.

Capitano… O mio capitano! Speriamo che non sia un attimo fuggente ;-))

STIMA

Il significato generale di stima, riferito alle persone, è quello di <<buona considerazione, valutazione positiva di una persona, delle sue qualità>>.

Si possono stimare anche i “nemici”, almeno io l’ho fatto, quando pur non condividendo affatto le loro azioni o i loro pensieri, ho trovato in loro una seria motivazione, una coerenza che ha portato alla discussione accesa, poi alla stima dell’integrità della persona. E’ naturalmente più facile stimare persone per le quali si provano affinità elettive.

Quando penso alla stima, aggiungo anche il rispetto, a volte un filino di devozione, penso ai sentimenti che può provare una truppa in battaglia per il condottiero che la conduce dalla prima linea. Quindi la stima la si conquista con sudore e sangue…

Stimavo il mio responsabile, nonostante tutto, nonostante sapessi che in fondo in fondo non c’è mai stato tagliato per la vita da condottiero, almeno lo stimavo per le sue capacità. Ora che la misura è davvero colma, sono terribilmente in imbarazzo perchè non riesco nemmeno più a fare finta di stimarlo!

Non so se lo ha capito e fa finta di nulla o se proprio non ci arriva, purtroppo sono convinta che anche se lo avesse capito poco gli importerebbe di aver perso la MIA di stima, perchè l’importante ovviamente è non perdere quella del suo Generale d’Armata, che gli frega se è un Fante che non lo sopporta più?

Io invece ho provato tristezza nei suoi confronti, perdendo la stima che avevo in lui, ho tolto l’ultimo velo di giustificazioni che gli lasciavo, così ora lo vedo in tutta la sua pochezza, nelle sue piccole azioni feudali, nelle sue cospirazioni viscidine, nel suo volersi accaparrare la benevolenza del Signore del Reame. Il meschino non capisce nemmeno che le battute che dice sugli episodi suoi personali non fanno che aggiungere sostanza alle nostre perplessità sulla sua vita “out-of-office”: l’ultimo momento per andare dal pediatra, l’ultimo istante per ritirare la pagella del figlio, l’ultimo secondo per uscire in tempo dall’ufficio (ed arrivare a casa prima del coprifuoco).

Provo tristezza anche perchè è sopraggiunta una certa fase di delusione, ho sempre sperato che nonostante la sua fermezza nel divulgare il Verbo Aziendale, ci fosse uno spiraglio dentro quella testa bacata, invece no! Meglio andare nel pozzo… lo dice il Verbo!!

I Fanti di Reparto attendono l’avverarsi della Buona Novella che fu loro raccontata quasi un anno fa… un nuovo Comandante è stato chiamato, il vecchio parte per una nuova frontiera, un nuovo reparto lo aspetta in attesa che un Vecchio Generale deponga le armi. I Fanti hanno stima del Nuovo Che Arriverà, attendono impazienti, attendono che il Nuovo porti novità, ma soprattutto comando e rispetto. I Fanti sono stanchi dello YesMan, i Fanti sono stanchi di “Armatevi e partite”, i Fanti sono stanchi di andare in battaglia coi fianchi scoperti, i Fanti… alla fine dei conti, ce la mettono tutta, ma il bottino da spartire è pur sempre un bottino “da fanti” !

ESSERE METALMECCANICI

Essere METALMECCANICI oggi, in Italia soprattutto, è l'ultima presa per il culo del mondo del lavoro!
Sento sulla mia pellle il pathos di chi domani a Mirafiori dovrà votare, so che stanotte pochi di loro dormiranno, arrabbiati, delusi, feriti, amareggiati, ma soprattutto combattuti tra questo SI / NO.

Se vince il SI, perdono tutti i metalmeccanici d'Italia, tutti i lavoratori in generale, poichè scelta una via è giocoforza che altre categorie lavorative, in nome della crisi, dei mercati e della fottuta globalizzazione, verranno penalizzate pesantemente.
Sindacati dipendenti dell'azienda, basta con le RSU ma ritorno alle RSA, aumento dei turni di lavoro, aumento dei cicli di lavoro, aumento non discrezionale delle ore di straordinario (si parte con 120 ma potrebbero essere 200) e ovviamente da fare durante i giorni di riposo/recupero.
Nessun aumento di stipendio! Nessun aumento di premo produttività (tanto invocata ma poi se la deve godere solo Sergio)! Nessuna malattia… se ti ammali prima di un festivo sono cazzi amari, piuttosto vai a lavorare e stramazza per terra con la febbre a 40, forse chiameranno l'ambulanza, o forse no, magari aspetteranno la fine del turno per non disturbare la produzione.

Se vince il NO, è probabile che Marchionne molli baracca e burattini lasciando tutti a bocca asciutta, ma è probabile, non certo, perchè in brache di tela si ritroverebbero (eventualmente) non solo i lavoratori dello stabilimento, ma migliaia di altre aziendine legate all'indotto di Mirafiori. 
Programmi televisivi a gogo con i soliti spot anticomunisti da parte di Silvio, discorsi beceri di Lega e PdL, discorsi inconsistenti da parte di persone che NON sono metalmeccanici che lavorano in linea ma che vorrei tanto lo fossero!
Guizzo d'orgoglio dei lavoratori, ma lo stesso paura di trovarsi una bella lettera di nuova CIG, magari straordinaria dello straordinario, magari che poi finisce in mobilità e licenziamento.

Comunque vada, molto probabilmente sarà un casino, allora dovrebbe intervenire a gamba tesa il solito STATO, solo che stavolta dovrebbe pretendere un piano aziendale di sviluppo che si rispetti e che rispetti i lavoratori, dovrebbe pretendere di sapere se ci sono o se sono fuffa questi miliardi di investimento (ma intanto le azioni FIAT salgono e così c'è sempre qualcuno che specula sui lavoratori); dovrebbe pretendere il rispetto ESSO stesso (Lo Stato, e quindi noi tutti anche i non metalmeccanici), perchè per anni ha messo le stampelle alla FIAT per non affossarla, per anni ha fatto tira-e-molla con gli Agnelli…..

Ma si sa, una generazione crea, la seconda porta avanti e la terza distrugge.

Comunque, se avete voglia di leggere brevemente questo meraviglioso accordo di merda firmato da tutti i sindacati di merda TRANNE che dal sindacato che rappresenta secolarmente i metalmeccanici, eccovelo qui con tanto di firme annesse.

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HAPPY CHINA

Happy china è un mio collega “indiretto”, nel senso che non lavora nel mio reparto, ma è cmq nella mia divisione di reparto.
Happy china è stato NOMINATO per andare nella Grande Happy Casa Cinese; è qualificato per farlo, non fosse altro che è alto come un cinese medio, quindi è un metro e un cazzo.
Happy china nonostante la statura, è affetto da megalomania e se fosse alto proporzionalmente al suo ego, lo si potrebbe paragonare a ben 2 Kareem Abdul Jabbar messi in verticale.
Happy china era, è e sempre sarà un cagacazzo mondiale; lui non ti saluta, annuisce leggermente con la testa e quando è di buon umore risponde al tuo ciao con un risicato buongiorno a labbra strette… ho giurato a me stessa che la prossima volta gli rispondo “buongiorno un cazzo!”.

Happy china sta sui coglioni a molti altri miei colleghi perché è un falso viscido bugiardo incompetente e pure leccaculo (che non guasta mai). Un mio collega, che lo ama particolarmente, mi ha detto che ogni mattina ascoltando il telegiornale spera di sentire la notizia del suo rapimento da parte di una banda di stupratori gay. Condivido questo stato d’animo, non ascolto il telegiornale assiduamente come lui, ma so che se ciò avverrà sarò una tra le prime ad essere informata (sto tenendo da parte una bottiglia per le grandi occasioni!).

Spero che Happy china non ritorni mai più in Italia, spero che i potenti a cui ha leccato alacremente il culo gli impongano di rimanere laggiù perché “la sua presenza ed il suo contributo sono fondamentali per la buona riuscita del progetto”, quindi farà sicuramente meno danni in Cina di quanti ne possa mai fare in Italia.
 
BYE BYE HAPPY CHINA

CHINA BUSINESS

(sottotitolo "China Business del cazzetto", anche detto "interesse del cazzetto")

Molto tempo fa era in voga lo slogan “La Cina è vicina” o qualcosa del genere, quasi una specie di ammonimento.
Il seguito è stato “La Cina è tra noi” e, sdoganato da tempo il cibo cinese, nonostante ciclici disastri gastronomici tipo i polli con l’influenza aviaria arrivati in container, non appena un negozio “normale” chiude, tac… ecco che in quei locali ci si installa uno di quegli onnipresenti negozietti cinesi dove ci propinano cose orripilanti a prezzi che sono al di sotto dell’irrisorio.
 
La svolta epocale però è questa “se la Cina viene da Maometto, anche Maometto va in Cina”.
Ad oggi non credo esista una grande azienda italiana, di qualsiasi settore merceologico, che non abbia una succursale / distributrice anche sul territorio cinese.
Per dirla alla Marchionne “è merito della globalizzazione”, guardandola con gli occhi di Silvio “sono accordi commerciali che favoriscono i paesi”, vivendola da lavoratore ho semplicemente un bel punto interrogativo in testa.
Quindi, avendo colleghi/e che stanno lavorando sodo proprio da quelle parti e dei quali invidio l’esperienza formativa personale e culturale, mi chiedo però CHE SENSO HA:

  1. scrivere ancora “Made in Italy” se poi viene fatto a Shanghai ?
  2. parlare ancora di QUALITA’ se i manufatti che arrivano da quel paese la qualità nemmeno l’hanno sfiorata ?
  3. preoccuparsi sempre dell’ambiente e delle scorie, quando i loro tessuti sono intrisi di non si sa bene quali sostanze chimiche e laggiù ci sono intere discariche di prodotti hi-tech che vengono bruciati (?) e rimangono fumanti per mesi con bimbi che scorrazzano su montagne di ex-pc cannibalizzati ?
  4. preoccuparsi della sicurezza, quando i loro materiali sono tutto tranne che sicuri e ai cinesi basta passare un filo di bianchetto sulla riga descrittiva di una sostanza pericolosa per ignorarne la sua esistenza (occhio non vede… materiale non duole) ?
  5. sbandierare che si fanno grossi affari commerciali, se poi a conti fatti produrre in Cina per vendere in Europa è un raddoppio dei costi di spedizione e una perdita qualitativa ?
  6. fare formazione a personale cinese che non sa l’inglese e che deve avere sempre un traduttore attaccato al culo, se poi il giorno dopo questo lavoratore fa i bagagli x andare in un’altra azienda ?

 
Ed infine… perché mentire a noi stessi e al nostro bilancio aziendale, quando è palese che non ci stiamo guadagnando?
Perché continuare in questa Caporetto asiatica, spedendo uomini, mezzi, risorse e competenze che poi non verranno sfruttati per attuare la qualità che ci aspettiamo da europei, ma verranno solo copiati per produrre la mediocrità?
 
Non ce l’ho con i cinesi, ce l’ho con gli europei che sfrontatamente emigrano fin là pensando di essere i salvatori di una fetta di mercato del lavoro cinese, credendo di intascare soldi a palate proprio grazie al basso costo della manovalanza e delle materie prime… e invece se lo pigliano nel culo.
ERGO, se lo pigliano nel culo più o meno direttamente tutti i lavoratori europei, ai quali ormai viene richiesto di piegarsi a lavorare come se fossero cinesi (Marchionne docet) e sul loro salario gravano i buchi di investimento fatti in Cina.
 
Torniamo indietro prima che sia troppo tardi!!!

CAVALIERE DEL LAVORO

Capita di farsi male e al mio nobile responsabile valvassore capita indistintamente sia al lavoro sia a casa. Al lavoro perchè ormai non è più abituato a svolgere attività manuali "sul pezzo", a casa perchè molto probabilmente si distrae pensando che starebbe meglio se fosse al lavoro, ma siccome, ahimè, DOBBIAMO consumare i nostri giorni di ferie, allora si piega al volere aziendale assentandosi.

Così capita che si faccia male, che debba stare in riguardo perchè le sue ossicine devono fare una convalescenza di almeno 1 mese e poi di ricontrollare se tutto è ok.
Capita anche che molto prussianamente lui interpreti il minimo della convalescenza come il max riposo da lui sopportabile e che dopo tale termine lui scalpiti per tornare al lavoro. Così tra apertura di malattia, visite, controvisite per chiudere o sospendere rocambolescamente la pratica di malattia, capita che lui faccia lavorare gli altri molto più di quel che non sarebbe se solo aspettasse e beneficiasse di quei 20gg ulteriori di riposo che gli spetterebbero per rimettersi in forma.

Cosa che a noi piccoli servi della gleba dell'ufficio coglie non tanto di sorpresa, ma sempre e comunque con un minimo di perplessità, specie sapendo che questa sua abnegazione filoaziendale non si è MAI tramutata in un DO UT DES degno di nota, ma con alcune esemplari ed inaspettate tramvate! (evidentemente non troppo dolorose per lui).

L'unica cosa che speriamo per lui è il titolo di Cavaliere del Lavoro, altrimenti davvero è fatica sprecata.

SERGIO

Credo che l’espressione “è facile fare il busone col culo degli altri” sintetizzi perfettamente l’ottica di pensiero di Sergio Marchionne.
Saremmo capaci tutti di fare i nostri interessi imprenditoriali tirando il collo a lavoratori, sindacati, ciucciando a più non posso da aiuti / finanziamenti statali, fare un possente rutto alla fine di questo lauto pasto e poi dire “vabbè tanto ho già deciso che vado a produrre in Serbia”.
 
Con il caso Pomigliano la FIOM ha sostenuto un durissimo UNO CONTRO TUTTI, ma proprio tutti, partendo dalla propria sezione di partito, di sindacato, dai propri lavoratori, il governo, il datore di lavoro e finendo anche con parte dell’opinione pubblica… Uno scontro distruttivo dove Confindustria li ha definiti sabotatori e la FIAT li ha puniti con ritorsioni vendicative eseguite tramite licenziamenti. Qualcuno infatti dirà e sosterrà che proprio a causa dei sabotatori che Sergio se “n’è avuto a male” e fa l’inkazzoso ingastrito.
 
Il nostro Sergio manda la sua letterina a tutti lavoratori predicando le solite favole aziendali, i soliti panegirici del “volemose bene perché io ne voglio a voi e ci tengo a voi e alle vostre famiglie, cresciamo insieme in uno sforzo comune”, poi ZAC! Ecco pronta l’inculata, ritorsione contro MIRAFIORI, non basta POMIGLIANO, non basta TERMINI IMERESE, ora torniamo anche a rompere i coglioni ai lavoratori di Mirafiori.
 
Sergio è perfettamente in linea con il comportamento degli imprenditori internazionali che si permettono di fare e di disfare a loro piacimento, che svendono pezzi storici di paese perché tanto chissenefrega il mercato è cambiato e dobbiamo adeguarci o rimarremo indietro, che predicano di standard di qualità fino alla nausea, ma che nemmeno sanno dove stiano di casa visto che tutti ormai hanno aperto distributori commerciali/produttivi in Cina!
 
Sapete che vi dico???  E MO’ BASTA!!!
Basta con il refrain della competitività, dell’adeguamento al mercato, basta con le modifiche unilaterali a comportamente e a patti ormai assodati.
Perché prendersela con Mirafiori se a Pomigliano hanno deciso in una certa maniera, tra l’altro sul filo di un’illegittimità contrattuale e costituzionale che basta un soffio per cadere nel baratro, il tutto con la complicità e compiacenza dei sindacati ANCHE di sinistra e anche degli pseudo-governanti di sinistra… vergognatevi!!! Lavativi e rincoglioniti, vent’anni fa non vi sareste nemmeno sognati di firmare e di suggerire la firma di un tal contratto!

Il Governo ora si indigna, Chiamparino e Cota vogliono spiegazioni e consultazioni, Silvio invece dice semplicemente che "siccome Sergio è un imprenditore può fare il cazzo che vuole come e quando gli pare" e gli da pure il suo beneplacito… la sinistra… mah dove cazzo sta???

CONCLUDENDO… BASTA FARE IL BUSONE COL CULO DEGLI ALTRI!!!

POMIGLIANO 2 – EMMA

Alcuni giorni dopo il precedente memo su Pomigliano, la nostra EMMA ha dichiarato che bisogna risanare le aziende eliminando gli esuberi.
MMMMM… hai ragione Emma, hai proprio ragione, perchè non cominciamo dai dirigenti inutili?
Eh Emma? Cosa ne dici di toglierci dalle palle i dirigenti che non dirigono e non decidono un cazzo? Che giocano tutto il giorno a "schiva l'oliva" con le responsabilità? Che sono solo capaci di contare quanti minuti stai in bagno a pisciare? Che non vedono di là dal proprio naso mentre dovrebbero pianificare, aggiornare budget, prevedere il mercato con strategie di marketing e tante belle cose del genere?

E cosa ne dici poi dei dirigenti (e non) pensionati che sono ancora a lavorare in azienda e a rompere il cazzo come e più di prima? Cosa ne dici di queste figure sinergiche e di interfaccia? Perchè non li pensioniamo e basta così risparmiamo tempo e denaro e rompimento di coglioni?

Perchè quando si parla di esuberi deve sempre preoccuparsi l'operaio o l'impiegato col mutuo da pagare e non si deve mettere una bella fifa blu anche il dirigente?
Ma lo sai che ci vogliono 5-10 dipendenti di piccolo taglio per ammortizzare un dirigente di medio stipendio?

Ma porco schifo la vogliamo finire sta pagliacciata???
Dai Emma fai per bene va là

POMIGLIANO 1

Vorrei dire la mia su Pomigliano, tanto in questi giorni gli articoli online si sprecano così come i commenti che li seguono.
 
Ho letto, forse come tutti voi, solo uno stralcio riassuntivo dei punti principali tramite cui la FIAT esponeva il suo nuovo piano produttivo di rilancio per lo stabilimento di Pomigliano. Uno di questi era l’aumento da 2 turni produttivi di 8 ore a 3 turni (c’è chi dice anche 4 da 6 ore) per permettere il funzionamento 24ore su 24.
 
Essendo io metalmeccanica (vedi incipit), tra l’altro proprio in un’azienda legata all’Automotive (termine che indica sostanzialmente il comparto Automobilistico e indotto), stando che l’Automotive è in piena crisi da inizio 2009 (e anche fine 2008 per aziende del ns stesso settore)…. mi sono chiesta e mi chiedo tuttora:

MA CHI DIAVOLO LE COMPRERA’ TUTTE QUESTE PANDA PRODOTTE 24ORE SU 24 ???
 
Guardate che non è una domanda da poco conto: nel 2009 alla mia azienda NON sono pervenuti ordini consistenti, ma nemmeno uno, stavamo in piedi a mala pena grazie alla chiusura e fatturato di commesse già acquisite nel 2008; nel 2010 stiamo vedendo qualche spiraglio di luce, ma siamo ancora in regime di cassa integrazione…
Le PANDA le comprano gli operai, gli impiegati, le mamme, le persone comuni, le stesse persone che sono a casa in cassa integrazione, a cui la banca nega fidi, che tirano la cinghia, che dormono sonni agitati ogni volta che in tv qualche scalzacane grida “oggi il Mibtel ha fatto MENO… BRUCIATI MILIONI DI EURO DI RISPARMI…”
 
Cosa frulla in testa a Marchionne? Dove le vuole vendere? Chi gliele comprerà? Le darà agli americani? Se le terrà in giardino? Le seppellirà nello stretto di Messina per fare fondo al ponte?
 
Qualcuno di voi potrebbe ribattere che le maestranze non sono tenute a pensare, a farsi troppe domande, né ovviamente a capire le grandi strategie, i grandi disegni di management e di marketing… visto che le maestranze non si intendono di benchmark né di altre diavolerie.
Le maestranze sono solitamente un gregge ingenuo e credulone, ma a volte le domande sorgono spontanee e le risposte pure, perché alla domanda di prima ci sono solo risposte poco simpatiche:
 

  • Marchionne vuole spremere come limoni i lavoratori di Pomigliano, sfornando auto a go-go e tra 2 anni saremo punto e a capo perché il mercato sarà saturo di Panda invendute, quindi lo stabilimento verrà ritenuto ESOSO da mantenere.

  • Marchionne ha bussato cassa allo Stato proponendo di tornare in Italia previo finanziamento ed aiutino; in totale delirio di onnipotenza, a forza di far lavorare la gente all’estero per 2 soldi ed un tozzo di pane, ha scommesso che avrebbe potuto fare lo stesso in Italia, per di più nel meridione, forte della minaccia della crisi che paralizza i lavoratori italiani e il mercato.

La FIAT non fa, non ha mai fatto e mai farà NULLA X NULLA, non è beneficienza quella di tornare in Italia, ma un tornaconto di cui vedremo gli effetti tra pochissimi anni.