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Posts Tagged ‘musica’

THE BOSS

Sono molto molto molto contenta perchè ho appena acquistato 2 biglietti per il concerto che Bruce Springsteen terrà nello Stadio di Udine il 23 luglio prossimo.
Finamente riuscirò a godermi un suo concerto in uno stadio!
Nel 1999 sono stata al PalaMalaguti di Bologna e devo dire che il palazzetto è sufficiente per il basket, ma è assolutamente inadeguato per concerti di una certa caratura.

VINILE – THE REVENGE !

Questo secondo post “s’ha da fare”, i commenti di un utente anonimo mi hanno praticamente obbligato a questo passo per non dovergli scrivere una bibbia in risposta.
La premessa è che, letto il commento (palesati pure, firmati anonimo) e passato il primo momento di forte rabbia (dovuto solo al “taci, per favore”), mi è venuto il dubbio di aver fatto un post frettoloso, senza raccogliere sufficienti informazioni. Ho tormentato gli amici Lamorachevola e Orazio Er Dottò, ho chiamato un altro che fa il dj per passione e ho consultato il web.

Ora ho le mie definitive considerazioni:
Il vinile lo si deve per forza continuare ad ascoltare su un giradischi (sai che novità!), così ho scoperto si continuano a trovare in commercio modelli che vanno dal tuttofare sul catalogo D-Mail, fino a sistemi professionali (esistono ancora dj che fanno serate con consolle portatili con piatti per vinile, perché scratchare è cchiù bella cosa dù munno).
Ci sono band che hanno effettivamente ri-inciso su vinile successi vecchi e nuovi (anche Vasco che andrò ad ascoltare domani)… anche se il motivo della decisione mi rimane ancora un po’ oscuro (anonimo aiutami tu).
Ci sono major discografiche che testimoniano l’aumento degli acquisti e delle richieste dei vinili a discapito dei cd.
Insomma… il vinile è risorto! Evviva il vinile! Morto un vinile se ne fa un altro!
E aggiungo che anche la mia battutona finale sul Walkman, sempre del precedente post, è stata di malaugurio, infatti eccoli qui: http://www.sony.it/hub/walkman, vivi, vegeti, poco pubblicizzati, ma di effetto con usb, wireless e via andare!

Insomma, ho proprio sbagliato tutto allora!
Eh no miei cari, anzi principalmente mio caro anonimo.
Sappi che nel profondo del mio essere liberal, la componente conservatrice è molto radicata, quindi per me abbandonare una situazione per salire ad uno step evolutivo successivo è fonte di impegno su tutti i fronti, di lotte interne tra me e me, di continui paragoni e valutazioni sulla decisione migliore da prendere.
Quando hanno proclamato la morte del vinile a favore della crescita commerciale del cd, per un po’ ho fatto finta di niente, ho creduto di poter far a meno della novità, ma è stato difficile visto che NESSUNO più pubblicava su vinile, quindi se volevo ascoltare musica nuova DOVEVO aggiornare la mia dotazione hi-tech.
E intanto lo stereo Philips del 1983 veniva sempre più abbandonato, giaceva sempre un po’ più impolverato e qualche pezzo cominciava a “scantinare”: prima la radio, poi il lettore di audiocassette, poi l’amplificatore… che ha decretato lo stato vegetativo in cui giace attualmente lo stereo.

Io non ho nulla contro il vinile, né contro chi lo vuole ascoltare, né contro il vintage, né altre amenità del genere, quello che mi manda in bestia è il giochino perverso di spacciare per novità un qualcosa che NON è effettivamente attuale, perché non è frutto dei giorni nostri. In questo caso, il vinile probabilmente ha continuato a vivere grazie ai mercatini dell’usato, agli appassionati fedelissimi ed integerrimi; poi come al solito, grazie a qualche ricerca di mercato, qualche testina di commerciale ne ha proposto un pseudo-ritorno (senza tanta marcia trionfale) e in molti, evidentemente, hanno detto sì.
Così, semplicemente, chi ha continuato a ricercare il vinile è rimasto informato del suo andamento, chi ha smesso di volerlo non è che ha gridato al miracolo quando lo ha ritrovato nei negozi, lo ha semplicemente guardato scuotendo un po’ la testa e dicendo “tanto sono tornati pure i pantaloni a zampa di elefante”.
Io, se tanto mi da tanto e in attesa di ulteriori smentite, attendo il ritorno dell’abbigliamento di EL CHARRO, AMERICANINO, ROY ROGERS, visto che ALL STAR, CONVERSE e WRANGLER sono già tornati alla riscossa!

Tornando al vinile e a questa politica di ritorno del retrò, allora viene da chiedersi rabbiosamente “Perché cavolo lo avete abolito per poi ri-propinarcelo 20 anni dopo?? Perché non avete continuato a fare vinili accontentando tutti?”
Risposta: perché un’altra testina di commerciale all’epoca ci convinse che il nuovo che avanzava era il meglio (ah le nostre nonne quando dicono “mai abbandonare la strada vecchia!”).

Volete ascoltare il vinile, ascoltatelo allora. Io, se non compro qualcosa di nuovo (alzando di un micron il PIL), non riesco ad ascoltare la mia vecchia collezione. Questo dato di fatto prima mi ha fatto incazzare, poi mi ha rattristato, poi ho visto che tra le ultime novità esiste qualche aggeggio grazie al quale potrei convertire i miei dischi in formato digitale, così mi sono rasserenata che non tutto è perduto e quando avrò tempo e voglia, questo è quello che farò. Convertirò in digitale, ma non tornerò più al vinile puro e semplice, non comprerò un nuovo giradischi né un nuovo tavolino su cui mettere il giradischi (che lo spazio, come dice l’amico Happycook, non mi avanza ma piuttosto mi manca), né farò mensole o scatole Ikea per riporre i miei dischi. Nella più remota delle ipotesi, se avrò tempo e soldi chiederò ad un affidabile ciappinatore di elettronica di controllare il mio vecchio giradischi, non prima di aver trovato il modo di collegarlo con cavi audio (o altro sistema) al nuovo stereo compatto Sony che mi hanno regalato.

NOTA BENE 1 – questo piccolino è di una semplicità meravigliosa: ha la radio, ci sta dentro un solo cd ed ha il lettore audiocassette. Quest’ultimo particolare mi rende enormemente felice perché io sono PIENA di audiocassette! Quando anch’esse sono state abbandonate dalla tecnologia, sono state svendute da tutti i negozi a prezzi irrisori e io ne ho fatto man bassa, forte anche del fatto che la mia autoradio ha il lettore audiocassette e non cd!

NOTA BENE 2 – probabilmente non tornerò al vinile nonostante giaccia inascoltata la famigerata raccolta dell’Enciclopedia del Rock De Agostini, acquistata rigorosamente in dischi e, all’epoca, pagata una paccata di soldi dopo aver pregato in ginocchio i genitori (episodio di cui ancora oggi mia madre mi rimprovera quando ha esaurito gli altri soliti argomenti per i quali mi brontola).

Ricapitolando farei le seguenti riflessioni:

1- il consumatore è SEMPRE COSTANTEMENTE in balia di fantasiose e supposte ricerche di mercato che indicano ignobili trend atti a sconvolgergli la vita e soprattutto svuotargli il portafoglio, creandogli falsi bisogni per riempirgli casa di diavolerie.

2- il vintage che possiedi tu NON è mai abbastanza prezioso o ricercato da poter essere venduto per ricavarci qualcosa, nonostante un tuo amico o conoscente o amico di amico sia riuscito a fare affaroni su eBay vendendo le cazzate di quando era ragazzino perché ha trovato dei collezionisti che ne erano alla loro disperata ricerca (mah!).

3- i prodotti di nicchia, o pseudo tali, di solito (non ti offendere amico anonimo, questa è una considerazione generale) sono posseduti ed utilizzati da pochi spocchiosi, che sono sempre convinti di avere il meglio del meglio: così sul vinile il suono (ma vuoi mettereee???) è sempre meglio che su un cd, così nel 1983 chi aveva un Pioneer, un Technics aveva uno stereo moooooolto più figo e più potente di chiunque altro, etc etc.

PEACE AND LOVE fratello anonimo , il tuo commento mi ha stimolato ad un approfondimento, quindi ti ringrazio, se ti va continua a leggere e commentare, se hai un blog pure tu e ti va di essere letto, fammi sapere.

VINILE

Stasera ho imposto a Stewie la mia volontà di ascoltare gli ultimi 5 minuti di news sul TG5 perchè nel sommario avevamo messo una notizia sul "ritorno imperante del disco in vinile", quindi ho pensato "cazzo… questa la voglio proprio sentire".
20.25 parlano del vinile, il vinile resuscitato, vendite incrementate di un tot % (che nemmeno più mi ricordo perchè ero troppo esterrefatta), persone che impazziscono per il vinile perchè "Ah l’audio col vinile è la più bella cosa che c’è!" e vuoi mettere poi beccare il solco con la puntina? Ah fascino perduto!!

Ma dico? Mi prendete per il culo?? Ma dove lo ascolto oggi un vinile? Sul mio stereo Philips comprato nel 1983 (madonna nemmeno più riesco a scriverlo un anno con il 199x) pregando mio padre in ginocchio giorno e notte, facendogli una capa tanta perchè tutte le mie amiche lo avevano e io no, che ora di quello stereo nemmeno so cosa funziona ancora (amplificatore sicuramente no)???

Vendite incrementate? Ma cosa compra ‘sta gente che nessun cantante o band incide più sul vinile? Compra dischi di almeno 10 anni fa se gli va bene… bella roba! Cioè niente contro il revival per carità del Signore, l’unica cosa che mi fa girare le scatole a 1000 è questa continua contraddizione: da una parte se non sei aggiornato all’ultimo gingillo hi-tech sei un povero sfigato che non ha capito nulla (e non ti azzardare a ignorare cos’è il Web 2.0 perchè allora rischi il linciaggio), dall’altra c’è un continuo ritorno malinconico a cose che ormai ci siamo abituati a non usare più, tra cui il giradischi. Abbiamo tanto faticato a disfarcene, pianti amari pensando a quanto ci era costato e quanto invece la tecnologia aveva affrettato i tempi per soppiantarlo. Finalmente ce lo siamo lasciati alle spalle sopprimendo la nostra nostalgia e facendo finta di NON avere certe collezioni di dischi ormai inutilizzabili, se non tramite altri malefici accrocchi tecnologici pronti a convertire il vinile direttamente in mp3, aac o altro… e LUI che fa? Risorge!!!

Nell’attesa di una nuova versione del WALKMAN, vogliate gradire un sincero "mavaffanc…"!!!

BUSKERS FESTIVAL

A Ferrara si è da poco concluso il Buskers Festival, evento culturale e musicale ormai giunto alla 21 edizione. Musicisti, cantanti, saltimbanchi, maghi e varia umanità tengono in scacco la città per circa 10 giorni, quasi senza sosta tranne che per le poche ore notturne.
Tutto sommato è ancora una bella manifestazione: tutti i musicisti per strada, folti gruppetti di gente che ascolta, tutta la città sembra un formicaio impazzito nei momenti clou degli spettacoli. E pensare che i primi anni c’era un pubblico di soli 4 gatti e i pochi buskers facevano tenerezza, poi negli anni ha preso piede e ora chi abita in centro si ritrova, nei momenti peggiori, a fare 300 metri in 1 ora imprigionato nella marea di turisti.

Quest’anno, per quel po’ che ho potuto vivere la manifestazione (pur avendo giurato e spergiurato che non ci sarei più andata), ho notato 2 cose nuove:
1- sono comparse ignobili bancarelle nelle vie più storiche (ad es. Via San Romano, che è pure bella strettina), smerciando zangattoli e zavagli tipo collane, collanine, anelli, braccialetti, scialli, cappelli da gnomo (???), tunichette, camicette hippy ("this is the age of Acquarius, Acquariiiiuuuuuuussssssss") tutto in puro stile pseudo etnico. Speriamo che questa sia solo una moda passeggera, una butade e nulla più.
2- mi è sembrato di vedere un po’ meno buskers e quasi un po’ meno visitatori, ma soprattutto MOLTI meno finti-buskers, ovvero i gruppetti di ragazzi/e simil-punkabbestia, ma meno aggressivi e meno sudici degli originali, sempre però accompagnati da cani e con tamburi e tamburelli da percuotere senza troppa convinzione mentre richiedono l’obolo ai passanti. Possiamo solo rallegrarci del fatto che di questi ce ne fossero di meno!!

I buskers veri infatti si devono iscrivere alla manifestazione, vengono accreditati e a rotazione suonano praticamente in tutte le "postazioni" loro assegnate lungo una specie di percorso studiato dall’Amministrazione Comunale. Tra questi ogni anno ne vengono scelti alcuni più meritevoli, sempre secondo il giudizio del Comune, e vengono totalmente spesati del soggiorno.
Il Festival dei Buskers viene ampiamente anticipato ogni anno dall’apertura, circa a metà luglio, del Buskers Garden: un’ampia zona verde del sottomura di Via Baluardi viene adibita a palcoscenico per gruppi musicali locali che presentano molti generi, es. blues, swing, musica d’autore, pop, fusion, indie e molto altro ancora, comprese le immancabili serate di latino-americani. Il tutto ovviamente contornato da piccoli stand gastronomici.

VASCO

Non sono mai andata a vedere un concerto di Vasco Rossi, ma prima o poi sapevo che l’avrei fatto.
Non amo particolarmente la musica italiana, l’ascolto, ho i miei preferiti, ma nessun amore assoluto come ho per il Boss, i Queen, gli U2, i Pink Floyd.
Il 19 settembre 2008 sarò seduta in tribuna numerata con fidanzato ed una coppia di amici a godermi il Vasco nazionale.
Era ora… !!