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Posts Tagged ‘my life’

TERREMOTO

20 maggio 2012 – Diario di una giornata da incubo

E’ piena notte, sono appena due ore che dormiamo, alle 1:30 sono andati a casa i nostri amici, è stata una bella serata a base di piadina e vino, siamo un pò intontiti dalla balotta fatta insieme a loro.
All’improvviso un botto sordo e subito un boato crescente, un secondo dopo la casa sussulta, mio marito comincia ad urlare “via via, fuori di qui, il terremoto”, il boato cresce ancora insieme ai sussulti, io sembro paralizzata, lo so, ho capito che è il terremoto, non credo di poter immaginare altro, ma non riesco ad essere reattiva, mio marito urla ancora ed è già mezzo vestito, allora mi riprendo, schizzo fuori dal letto, arraffo i jeans e scappo nel corridoio verso la porta tra i sussulti e gli ondeggiamenti dell’appartamento.
I nostri dirimpettai escono insieme a noi, impauriti, infreddoliti, in canottiera e mutande e ciabatte, siamo già in cortile, la terra continua a tremare (ma quanto sono lunghi VENTI SECONDI DI TERREMOTO ???), tutte le luci si spengono e si riaccendono, piccoli temporanei black out mentre il boato si quieta. Ci guardiamo tutti in faccia e siamo increduli, poi guardiamo verso il condominio che è ancora lì e sembra incombere su di noi.

Squilla il nostro telefono, so già chi è, ma la prospettiva di rientrare in casa non mi piace, lo faccio lo stesso, prendo il telefono ma esco subito.
E’ mia madre che piangendo vuole che vada da lei, che la porti via da casa perchè da sola non vuole più stare; le dico che non posso, è troppo presto, se una scossa sussultoria mi sorprende per strada potrei sbandare e anche io ho paura.
Dopo un quarto d’ora di relativa calma decido che posso andare da lei, l’ansia si taglia a fette anche in auto, arrivo ed è al telefono, un’altra scossa, fuori fuori fuori subito, stiamo per un pò in auto in balia di ondeggiamenti vari, poi chiudiamo baracca e burattini e la porto da me.

I condomini si sono organizzati, siamo un gruppo pratico e tiriamo mattina insieme in un garage, sedie pieghevoli, moka di caffè per i più temerari, io ho lo stomaco chiuso e una costante sensazione di vomito. Arriva mattina, arrivano le paste e un iPad connesso ci mostra le prime immagini e notizie: mai e poi mai avremmo pensato che questa addormentata Pianura Padana covasse un tale segreto.
La chiamano la Dorsale Ferrarese, gli appennini si infilano sotto le Alpi, o almeno così vorrebbero fare, in questo modo non ci sono strisciamenti come le altre faglie in giro per il mondo, ma ci sono movimenti sussultori (eccheccazzo!).

Riporto a casa mia madre, entro in casa mia e nonostante il disagio, mi piomba addosso una stanchezza incredibile. Ci buttiamo a letto come due sacchi di patate ancora vestiti e cominciano le telefonate di amici e parenti lontani che si sono appena svegliati e guardando i tiggì hanno appreso le infauste notizie. Ho la percezione del tempo sfasata, credo sia pieno pomeriggio invece sono solo le 11.30, vado su feisbuk tanto non dormo, appena mi siedo comincia l’incubo dell’ondeggiamento, le gambe mi tremano e la sedia a rotelle va dove le pare, credo sia suggestione invece il sito dell’INGV mi conferma che era una scossetta di assestamento.

Torno a letto, si alza mio marito, mi appisolo un pò o almeno credo, poi all’improvviso…… ANCORA? Ancora un boato crescente e il tintinnare, lo riconosco, mio marito urla ma stavolta sono una molla e arrivo alla porta prima di lui, in 3 secondi netti siamo fuori casa e ci ritroviamo con i nostri vicini. Altro caffè… poi arriva anche la pioggia.

Arriva la serata, sempre feisbuk, sempre foto e commenti peggiori del previsto, la botta delle 4:03 è stata devastante, ha tirato giù case, chiese, capannoni, oratori, creato faglie e fessure nel terreno, ha fatto innalzare smottamenti di materiale fangoso spaccando tranquilli paesi di campagna, alla fine si contano 7 morti ed un sacco di macerie. Nonostante tutto sappiamo bene di essere stati molto molto fortunati, una magnitudo di 5.9 su un terreno diverso dalla pianura avrebbe raso al suolo questi paesi con un numero di morti ben maggiore.
Sono le 19.35 e ancora dobbiamo scappare fuori, ormai sembra quasi che stiamo giocando alle prove antincendio aziendali, tutti fuori, le vie di fuga sono qui, qui e qui… è uno stress psicologico enorme.

Arriva la notte… mia mamma dorme da noi, non voglio lasciarla da sola e crolla sfinita sul divano.
Io e mio marito ci stendiamo a letto, completamente vestiti, una sedia vicina alla porta d’entrata con giubbotti e maglioni, siamo pronti per scappare di nuovo, non vogliamo che ci sorprenda ancora.
Dopo 40 anni sento che ho bisogno di lasciare l’abat-jour accesa, so che questa cosa vi farà sorridere, ma la paura è immensa, non delle scosse, ma di risentire quel boato sordo che arriva, il boato che annuncia un mostro con un bocca spalancata pronta ad inghiottirci. E io voglio la luce accesa perchè quando chiudo gli occhi lo sento e quasi quasi lo vedo.

Times they are a changing

1 aprile 2012 – è doveroso un aggiornamento lavorativo, direi quasi “è dovuto”.

Siamo passati dal governo del dire al governo del fare, dopo 1 mese di mandato del nuovo responsabile, qualcosa si è mosso: un collega ha fatto un corso tecnico di aggiornamento di 2gg, sono state ricompilate le schede di sicurezza di reparto in base a nuove valutazioni sulle necessità di DPI (dispositivi di protezione individuale), ci ha tolto alcune spine dal fianco chiarendo “chi-fa-cosa” (e non noi), abbiamo il via per lo smaltimento di ferraglia inultimente accatastata presso di noi (neanche fossimo una discarica Hera).

Abbiamo perfino paura che tutto ciò sia un sogno ad occhi aperti e che ci risveglieremo bruscamente cadendo dal letto! Speriamo di no!! E’ una sensazione molto bella avere finalmente qualcuno che decide!!!

Sono galvanizzata, addirittura… !!! Roba impensabile fino ad un mese fa mentre svolgevo comunque il mio lavoro, ma in un fitto grigiume.

Hasta la victoria! SIEMPRE!!!

LA TRUFFA

C’è mancato poco, veramente poco, ora rimane solo un po’ di orgoglio ferito per essere stata una pirla alla soglia dei 40 anni. Adesso vi racconto tutto nel dettaglio.

PROLOGO
In agosto mi contattata un call center e una gentile signora dall’accento veneto mi fa alcune domande: Cosa ne pensa della pubblicità? Cosa ne pensa se le aziende spendessero meno in pubblicità e più sul prodotto? Etc.
Rispondo garbatamente e quindi la signora mi spiega che lavora per un’azienda rappresentante grandi marche per biancheria da casa (lenzuola/asciugamani), piccoli elettrodomestici casalinghi, utensili, mobili e che tale azienda avrebbe deciso di puntare sul passaparola per farsi conoscere anche al pubblico al dettaglio e non solo agli ingrossi, offrendo un carnet di buoni sconto per acquistare i loro prodotti in un magazzino di prossima apertura nella città in cui abito.
Ma come fare per ricevere tali sconti? Basta accettare la visita a casa di un loro incaricato.
Detto, fatto!

E qui va spiegato che a Trinity, non appena sente parlare di sconti, parte il pilota automatico che chiude l’afflusso di sangue al cervello… ergo non ragiona più, ha solo un display lampeggiante con la scritta “SCONTI, OFFERTE, PROMOZIONI, SALDI!”.
La stessa cosa le succede anche a passeggio per i negozi, ma almeno in quel caso può constatare subito e direttamente la validità della merce in sconto.

FATTO 1
In settembre arriva a casa mia il famoso incaricato… facciamo una bella chiacchierata, mentre purtroppo mio marito, che avrebbe dovuto essere presente, non era in casa.
Il mitico Signor Bruno, anch’egli dalla spiccata parlantina veneta, mi fa vedere una cartellina con dei marchi tipo “Renato Balestra”, “Lancetti”, “Nazareno Gabrielli”, “Pierre Cardin”, etc. e mi ribadisce che:
1- data la prox apertura di un loro store nella mia città vogliono farsi pubblicità presso il pubblico con i buoni sconto dal 30 al 50%
2- la loro azienda distribuisce prodotti di qualità (“eh signora, guardi che marchi”!)
3- i buoni sono usufruibili per un max di 5 anni dall’emissione e fino ad un max di spesa totale di 2400 euro netti dello sconto (quindi, a detta del Sig. Bruno, per arrivare a spendere 2400 euro con lo sconto del 50% è ovvio che avrei dovuto acquistare prodotti per almeno il doppio di tale cifra)
4- l’unico obbligo, ripeto l’unico obbligo, è quello di effettuare un acquisto durante questi 5 anni di validità degli sconti

Il Sig. Bruno mi porge il contratto e mi incalza bonario chiedendomi: “Con questi marchi signora cosa vuole che sia fare un acquisto obbligatorio e comprare una parure di lenzuola o una parure di asciugamani? Intanto viene da noi, controlla con mano i prodotti e poi vedrà che lo consiglierà anche alle sue amiche”.
Guardo il contratto perplessa, tento di leggiucchiarlo mentre Bruno mi parla, gli faccio ripetere i punti fondamentali (i 4 elencati prima), scriviamo alcune note a mano sul contratto e sospirando… firmo! (nonostante una vocina mi sussurri “sei sicura”?).
Da ultimo il Sig. Bruno, ormai quasi impaziente di andarsene, mi lascia un “bauletto dimostrativo” contenente una parure di lenzuola, senza alcun obbligo di acquisto.
Tale bauletto dovrà essere poi restituito al 2° signore che mi porterà i buoni sconto; se lo vorrò comprare lo comprerò, altrimenti lo restituirò senza alcun esborso.

Mio marito Stewie torna a casa, gli spiego l’incontro, gli dico che ho firmato e ovviamente scatta la di lui domanda: “Ma sei sicura che non sia tutta una gabula? Tutta ‘sta struma per venderti 4 lenzuola? Mah…”, poi legge il contratto e non nota nulla di particolarmente strano.

FATTO 2
Un mese dopo circa l’azienda mi ricontatta per l’appuntamento col tizio dei buoni sconto (da notare che intanto sono passati i termini di legge per il recesso contrattuale).
Lo incontro sempre a casa mia e nuovamente, purtroppo, senza mio marito che era al lavoro (mentre io sono in cassa integrazione).
L’incontro non parte con i giusti presupposti da subito, intanto mentre lui apre la sua 24ore gli vedo circolare dei soldi (bigliettoni verdi) in mezzo ad altri contratti.
Mi aspetto (e forse anche voi ora se mi avete seguito passo passo) che mi consegni il famoso carnet di buoni sconto, che mi dica quando apre il loro store e poi grazie e arrivederci…
Invece mi presenta il loro catalogo e un buono come primo acquisto da 2880 euro (ovvero 2400 + 20%iva) dicendomi che avremmo dovuto accordarci su come e quando spenderlo prima della fine del 2009.
EEEEEEEHHHHHHHH???
COOOOMEEEEE?
COSA HA DETTOOOO???

Ecco la mia faccia deve essere stata tutto un programma per lui. Io ho cominciato a dire “guardi ci deve essere un errore, ero d’accordo con il Sig. Bruno che…” e gli ripeto la tiritera dei 4 punti fondamentali.
Lui: “sì sì, ma vede, lei non ha letto bene il contratto… c’è scritto lì”
Io: “sì sul contratto nelle note scritte a mano c’è indicato 2400 max in 5 anni, mi sembra chiaro”
Lui: “no signora, guardi il ns contratto è stato stilato da avvocati, non c’è nulla a cui lei possa appigliarsi”
Io: “a me non interessa chi lo ha redatto, nelle note a mano c’è scritto chiaramente e poi non si è mai parlato di iva”

Mentre mi usciva il fumo dalle orecchie e mi montava la rabbia perché avevo capito di essere stata raggirata alla grande, mi metto a guardare il loro catalogo e commento: “non sono disposta a spendere 2400 euro, c’è stato un grosso malinteso, se i vs promotori non sono in grado di fare il loro mestiere sono fatti vs, cmq se volete, visto che c’è obbligatorio un acquisto mi dica per esempio i prezzi delle lenzuola così vediamo di aggiustarci”.
Lui: “ah beh signora, una parure di lenzuola va sui 1200/1300 euro dipende…”
Io: “ma cosa sono lenzuola d’oro?”
Lui: “ah beh, roba di qualità, come le pentole e l’aspiratutto”
Io: “senta, al max sono disposta a spendere 200-250euro, mi dica cosa avete sul catalogo per quella cifra”
Lui: “ah per quella cifra, nulla signora mia”
Io: “sta scherzando vero?”
Lui: “no, cosa vogliamo fare allora?”
Io: “il suo buono non lo ritiro, per ora mi tengo il vs bauletto dimostrativo, scriva sul contratto che ne parlerò con mio marito e poi vi chiamerò io”.

Il tizio esce da casa mia mentre io comincio ad aggirarmi come una furia per le stanze, maledicendomi per la mia ingenuità, inveendo in ferrarese stretto contro l’azienda e poi mi rassegno al fatto che dovrò parlarne con mio marito, il quale in primis aveva ragione (era una bella gabula) e seconda cosa avrebbe tutti i motivi di incavolarsi con me per la mia cazzata!

Arriva mio marito, lo saluto e timorosa gli racconto tutto. Rileggiamo insieme il contratto più volte, le note scritte a mano diventano quasi di dubbia interpretazione, ma non lo sono le parti contrattuali secondo cui io dovrei spendere 2400 euro all’anno per 5 anni acquistando prodotti da questa azienda (quindi 2400×5=12000euro… oddio).
Arrabbiati proviamo a chiamare subito il loro centralino, ma risponde una ragazza che non sa come risolvere il ns problema e ci invita a chiamare nei giorni successivi per parlare con la responsabile.

FATTO 3
La notte non dormo serena, continuo a rimuginare e il giorno dopo mi attacco ad internet cercando di setacciare il web a caccia di riscontri della qualità dei loro prodotti.
Più cerco e più mi incazzo con me stessa e con loro; più cerco e meno trovo, quello che trovo non mi piace per niente. I risultati sono i seguenti:
1- Anna Versace NON esiste come stilista di lenzuola e similari
2- e lo stesso dicasi per Cornelia T Versace
3- la poltrona benessere vibro massaggiante è di marca ignota
4- e lo stesso dicasi per l’elettrostimolatore, l’asse termo aspirante, l’antifurto, i mobili e i tappeti
5- l’aspiratore Eco Komby air and water l’ho trovato solo su un sito rumeno
6- il robot da cucina Omnicuk l’ho trovato da un distributore napoletano, così come materassi e cuscini in lattice Acktivia
7- ma la macchina da cucire SIMAC è stata il pezzo forte…

Guardo sul sito SIMAC e non fanno macchine da cucire, non paga di ciò chiamo il loro numero verde e mi confermano che non producono tali elettrodomestici, ma che spesso la gente li chiama perché li confonde con la ditta SAIMAC.
Digito www e cerco Saimac, oplà se producono macchine da cucire… e anche industriali! Li chiamo, chiedo conferma del loro logo e se hanno eventualmente tra i loro distributori l’azienda che mi ha ingabulata… che ovviamente non conoscono!

8- che dire inoltre del magnifico set di coltelli, venduto in una valigetta di legno, con le lame marcate WARSTAINER (con tanto di aquilotto nero) e il cui nome si confonde con Warsteiner (che è una birra)? Tale oggetto l’ho trovato solo su 2 siti di annunci gratuiti dove un povero gabbato stava cercando di svenderlo a 70euro.
9- non vorrei dimenticare le pentole, altro pezzo da 90! In catalogo hanno le pentole MC ITALIA che scimmiottano in tutto e per tutto le più famose AMC. In molti forum femminili trovo che il solo nome MC ITALIA scateni reazioni da “vade retro satana” a “belle pentole cinesi di imitazione”.

Il risultato finale di tutta sta ricerca è che quando mio marito arriva a casa sono carica come una molla, gli racconto le mie scoperte e poi chiamo imbufalita l’azienda facendomi passare la responsabile.
La responsabile, la Sig.ra Bartolini (o Bertolini, che sia), mi dice che ha visto le note relative al fatto che non voglio spendere più di 250euro, mi conferma che non si può, che ciò è un problema grave…
“Certo”-rispondo io-“che il problema è grave! State vendendo della porcheria cinese, altro che materiale di qualità!!!” e giù con l’elenco delle mie ricerche.
La signora si arrabbia, io mi arrabbio più di lei e continuo a dirle con voce ferma che “è meglio se troviamo un accordo!”
Lei mi urla che posso andare dove voglio e denunciarli ai carabinieri; io rispondo “certo che sì, magari pure alla guardia di finanza, all’associazione consumatori e a tutti gli enti a cui potrò farlo”.
Ultima decisione della responsabile dopo tali parole da parte mia: “va bene allora, mi mandi il bauletto dimostrativo x posta che poi le firmo la liberatoria dal contratto”.
Io: “nemmeno x sogno, prima la liberatoria e poi il bauletto”.
Facciamo un po’ di tira e molla sull’argomento e poi Stewie mi suggerisce di restituirlo di persona.

EPILOGO
Siamo andati da loro su appuntamento, abbiamo restituito il bauletto e ci hanno rilasciato la liberatoria dal contratto.
E’ quasi superfluo dire che un peso mi è sceso dallo stomaco, mi sono sentita di nuovo libera, sono rimasta molto amareggiata, ma posso dire che è andato tutto bene alla fine.

DETTAGLI:
L’azienda in questione, tanto per sputtanarli, tanto perché se qualcuno fa ricerche su di loro in internet spero che arrivi a questo mio post e prenda provvedimenti come ho fatto io, si chiama: CIAO JOLLY S.r.l. con sede in Via del Cristo 326, Padova.

ULTERIORI DETTAGLI E CONSIGLI
Consultate il sito ADUC, cercate dei post con oggetto “tessere sconto” e scoprirete un mondo di truffe già perpetrate da altre aziende venete, sempre con le stesse modalità che vi ho descritto.
Consultate e scaricate il bollettino Aduc n°47, pubblicato il 23ott2009, andate a pagina 224 e scoprirete che la ditta società Eurokontat S.r.l. (marchio Italia Dentro Casa), con sede in Padova, via del Cristo 326 (vi ricorda niente l’indirizzo???) è già stata sanzionata per pratiche commerciali scorrette.

Se qualcuno di voi che mi legge è in questo momento incappato nelle grinfie di questi malfattori… dico tranquillamente: DENUNCIATE, DENUNCIATE, DENUNCIATE; andate alla guardia di finanza, andate all’associazione dei consumatori, fate un esposto alla procura della repubblica.
Non appena ho avuto la liberatoria in mano mi sono presa il tempo di andare alla caserma della GdF di Padova, ho spiegato tutto e mi sono sentita candidamente rispondere che non potevano farci nulla perché io in quel caso non ero parte lesa (nel senso che avevo la liberatoria), quindi o riuscite ad alzare la voce e a farvela fare sta liberatoria oppure denunciate senza pietà!

Agli altri che leggono, che magari stanno scuotendo la testa e commentando che sono stata una cogliona, dico solo E’ VERO! Sono stata una cogliona, anche bella grande, mi espongo al pubblico ludibrio, ma ricordate che “IL GIORNO DEL COGLIONE ARRIVA PER TUTTI” prima o poi, non abbassate MAI la guardia!

AMICIZIA

Venerdì 9 ottobre ero fuori a cena con mio marito e altre 18 persone. E’ stata una buonissima cena di pesce, con una catalana favolosa e anche sontuosa da vedere (25 kg di pesce per 20 persone… spazzolato tutto!).
Di fronte a me avevo 2 donne, zia e nipote, che riesco solo a definire "persone fini", ovvero nel mio piccolo mondo le persone fini sono quelle praticamente impeccabili nel vestire, parlare e rapportarsi con le altre persone.
Si è parlato di amicizia, loro e le altre donne della tavolata erano molto scettiche e sostenevano con vigore che è praticamente impossibile avere amiche con cui confidarsi ed aprire il cuore.
Io le ho guardate perplessa, ho fatto un risolino imbarazzato e alla fine ho aperto bocca dicendo che allora io sono molto fortunata perchè le persone con cui posso aprire il mio cuore sono almeno 5. Di contro mi è stato risposto che sono una mosca bianca, che è impensabile averne così tante, che no assolutamente perchè le donne essendo invidiose le une delle altre non consigliano mai per il bene dell’altra persona… io ho risposto che sono molto fortunata, che le amiche ce le ho, che credo e spero di fare di tutto per tenermele strette, che l’amico vero ti rimane accanto sempre e ti dice anche quello che non vorresti sentirti dire (perchè il suo compito non è essere accondiscendente), che quelle persone, ognuna di esse, mi ha aiutato e continua tuttora in un percorso di crescita insieme.

Quindi questo post è per ringraziare dal profondo del mio cuore queste persone:
MORENA, SILVIA, SABINA, GRETA, ALESSANDRA.
Ognuna di loro mi è estremamente preziosa, ad ognuna di loro non vorrei mai fare un torto perchè piuttosto preferirei farlo a me stessa, ma ciò non di meno sembra che a volte il percorso dell’amicizia sia segnato anche da qualche sgarbo; l’importante è sempre parlare e perdonare.

La cena mi ha lasciato con la positività di essere coccolata da amiche (che spero di coccolare a mia volta) e con l’amarezza che non per tutte è così e quando succede credo sia una cosa triste.
Spero che tutti voi che leggiate abbiate uno o più amici stretti, è bello avere amici.

MARGHERITA

Lo scorso venerdì 27 marzo, invece di uscire per romantica cenetta per festeggiare il mio compleanno, io e la mia dolce metà siamo usciti dal lavoro, abbiamo cenato con l’imbuto e siamo corsi a Ferrara ad ascoltare una conferenza della Professoressa Margherita Hack.
Quest’anno ricorre l’Anno Internazionale dell’Astronomia, quindi a maggior ragione la Facoltà di Fisica di Ferrara che promuove una rassegna ormai decennale (Rassegna "I Venerdì dell’Universo") sull’argomento non poteva farsi scappare questa ghiotta occasione.

Abbiamo aspettato in fila una buona mezzoretta prima che si aprissero i cancelli della Facoltà, poi ci siamo quasi scapicollati su per le scale che portano all’aula magna, ma la calca era tale che a nulla sono valsi i nostri sforzi: abbiamo assistito in piedi a tutta la conferenza.
Entrando la Prof. Hack è stata accolta da una calorosa ovazione ed è rimasta in piedi per un’ora ad spiegarci, con la semplicità di termini che le è consona, i misteri, i metodi e i problemi che si hanno attualmente nell’osservazione e nella ricerca di nuovi pianeti extra-solari.

Pur da completa profana posso dire che la conferenza è stata molto interessante, che la Prof. Hack si conferma il personaggio che è sempre stata e che vediamo anche in tv, ma soprattutto che noi ferraresi, complici la nostra ELLE e la nostra ESSE nelle inflessioni linguistiche, facciamo delle domande straordinariamente incredibili e assurde! Siamo dei bei soggetti va là, va là!!!

THE EARTH HOUR

The Earth Hour, iniziativa a cui molti plaudono, purtroppo viene celebrata una volta sola all’anno e per una sola ora.
Da questo sito del WWF si vedeno chiaramente le foto dello spegnimento di alcuni dei monumenti più riconosciuti al mondo.
E’ sicuramente una bella iniziativa, una campagna simbolica che dovrebbe stimolare tutti a partire dal singolo cittadino, su su fino alle amministrazioni locali, provinciali e nazionali, a non lasciare luci accese invano, quindi a non sprecare beneficiando di un tangibile risparmio elettrico, nonchè di minor inquinamento luminoso.

Nel mio piccolo caso di economia domestica posso solo dire che ho fatto queste scelte:
1- acquisto di elettrodomestici di Classe AA che consentono di diminuire il consumo di elettricità
2- acquisto di lampadine a basso consumo che effettivamente permettono un’illuminazione tale e quale a quelle tradizionali, ma impiegando MOLTA MENO energia elettrica
3- spegnimento delle luci non necessarie (non viviamo in un film americano dove hanno perennemente accese mille e una luce tra plafoniere, lampadari, abat-jour e chi più ne ha più ne metta)

Qualcuno di voi potrebbe obiettare che gli elettrodomestici di classe superiore costano un botto, così come le lampadine a basso consumo; vi capisco, i soldi ora in casa non sono molti, però vi posso garantire che questi 3 accorgimenti fondamentali, pur nella loro ovvietà, mi permettono di pagare la bolletta Enel solo 1 volta ogni 2, perchè mediamente riesco a risparmiare così tanto da avere una fatturazione così bassa che Enel preferisce rimandarla consuntivandola al bimestre successivo.

Per quanto riguarda altre illuminazioni, beh sinceramente vi stimolo a guardare con occhio molto critico ciò che vi circonda: lampioni superflui in zone già abbondantemente illuminate, vetrine di negozi illuminate fino alle 2 di notte, passanti autostradali poco frequentati illuminati a giorno, campi sportivi con fari da stadio, insomma… non dico di tornare all’austerity, però, prima di essere obbligati a farlo causa ristrettezze (e prima o poi ci arriveremo), perchè non abituarci prima a spegnere il superfluo?
E accuso anche quelle borgate di nuova costruzione con villette bifamiliari talmente illuminate da lampioni, nonchè le case "singole" in periferia con faretti per il giardino e fari puntati contro la facciata stessa dell’abitazione… non saranno questi escamotages a farsì che i ladri si scoraggino dal tentare il colpaccio!

Sto solo parlando di semplice OCULATEZZA nell’uso delle risorse, non sto dicendo che bisogna tenere al buio le persone così vengono aggredite meglio mentre passeggiano! Anche perchè non è che i costi del Comune di residenza tanto ecchissenefrega… nossignore, ricordatevi sempre che poco o tanto che sia ci sono sprechi generali che ricadono sempre nelle nostre tasche di consumatori.

THE BOSS

Sono molto molto molto contenta perchè ho appena acquistato 2 biglietti per il concerto che Bruce Springsteen terrà nello Stadio di Udine il 23 luglio prossimo.
Finamente riuscirò a godermi un suo concerto in uno stadio!
Nel 1999 sono stata al PalaMalaguti di Bologna e devo dire che il palazzetto è sufficiente per il basket, ma è assolutamente inadeguato per concerti di una certa caratura.

CARPE DIEM

CARPE DIEM non è solo una frase latina riportata in auge anni fa dal famoso film L’Attimo Fuggente, carpe diem è vivere la vita al meglio ogni momento, perché in men che non si dica potrebbe essere l’ultimo.
Non servitevi però di questo invito per fare tutto quello che volete indiscriminatamente e a discapito del rispetto delle altrui libertà, perché non è questo il suo significato.
COGLI L’ATTIMO non vuol dire fai fesso il tuo prossimo, ma cogli l’attimo delle possibilità e delle occasioni che ti si presentano nella vita e vivila in modo attivo e non passivo.

365 giorni fa, esattamente di questi tempi, non sapevo come e quando, ma soprattutto SE il mio fidanzato Stewie sarebbe uscito vivo dal reparto di rianimazione.
Ciò che ai nostri occhi si era presentata come una forte bronchite, in realtà era una tromboembolia polmonare bilaterale massiva… 4 paroloni da far paura e in sintesi significano che entrambi i polmoni sono pesantemente ostruiti da emboli, grumi di sangue; questo crea innanzitutto un rischio d’infarto visto che il cuore continua a pompare verso polmoni chiusi, in secondo luogo se gli emboli permangono nelle cavità polmonari ne degradano i tessuti inducendo una specie di necrosi e ovviamente ne compromettono la funzionalità.

Tutto questo è accaduto di punto in bianco a cavallo dei giorni 30-31 dic. 2007, con apice il 1 gen. 2008 e proseguito fino al 13 gen. 2008. Quando si dice anno bisesto anno funesto… mai deridere i vecchi detti popolari!

Ho vissuto quei giorni costantemente con il cellulare acceso, pregando sempre di non essere chiamata dall’ospedale, ho cercato di informare e rincuorare amici e poi ho cominciato ad odiare il telefono, non volevo più parlare, non volevo più rispondere a domande, così ho inventato il bollettino medico via sms. So che anche gli amici erano preoccupati, ma io non avevo molte forze per starli ad ascoltare, dovevo risparmiarle per me. Li ringrazio tutti lo stesso per il loro calore, il loro interesse e la loro vicinanza.
Sono stati giorni particolari, che non riesco a descrivere accuratamente, ho un ricordo vago di me stessa vagante per casa in stato quasi catatonico, tutto intorno a me era nebbioso e sfocato, confusa e ovattata non riuscivo a capire bene che cosa era successo e perché, vivevo e mi interessavano solo quei 10 minuti pomeridiani, perchè quando andavo da Stewie lo trovavo sveglio e sorridente, in netto contrasto con quel che accadeva dentro al suo corpo.

Anche adesso quando ci ripenso ho un senso di vertigine, anzi tutti e due ci abbiamo ripensato quest’anno mentre brindavamo allegramente alla mezzanotte del 31-12-2008, poi ci siamo buttati in pista a ballare, cercando di rubare un po’ di posto agli anzianotti scatenati e scanzonati e guardando un po’ con compatimento i nostri giovani coetanei ingessati a tavola che non si volevano scomporre.

CARPE DIEM ;-DDD e amate la vita !!!

FITNESS

Non sono una sportiva pura, non sono mai stata un’atleta, però mi piace molto andare in palestra e fare un pò di movimento con attrezzi o seguire corsi di fitness. Mi piace, mi rilassa, mi scarica delle tensioni quotidiane, fare fatica sputando l’anima tira fuori un sacco di endorfine e dopo una buona doccia e una cena semplice, l’idea del letto per ritemprarsi è assolutamente prioritaria.
Frequento corsi di aerobica dal 1993, quindi ho avuto istruttori più o meno coreografici sullo step, più o meno esigenti negli addominali, ciascuno di loro bravo a suo modo, ma soprattutto con un suo metodo di training.

Sono molto soddisfatta della palestra che frequento ora, i proprietari sono persone fidate, simpatiche, molto professionali, la palestra è molto pulita e gli istruttori preparati, nonchè ci sono abbonamenti molto abbordabili e grazie al cielo si trova a 5 minuti di macchina da casa mia.
Per ora ho fatto un abbonamento "open", quindi posso fare quanto mi pare i corsi, gli attrezzi e le macchine per il fitness tipo tapis roulant, cyclette, remergometro, etc., ma per ora mi dedico solo ai corsi aerobici.

C1 è un’istruttrice di aerobica-step favolosa, ha un modo di svolgere la lezione che è più adeguato al mio fisico (ahimè non più giovane), ti porta fino allo sforzo massimo ma non indulge mai nell’eccesso, il muscolo viene sollecitato bene e poi viene alleviata la tensione. Se fosse per me sarebbe C1 uber alles, invece purtroppo c’è solo una volta a settimana. Ma è veramente molto molto brava, con il suo tran tran ti allena e tonifica i muscoli senza troppo stress.

R. è un istruttore di aerobica-step e di pilates, R. è quasi indescrivibile… mi piace un sacco, fa sembrare semplici le cose difficili, non indulge in chiacchere e sa tenere a bada il pollaio di donne che frequenta i suoi corsi (cosa non facile). Durante gli addominali ti massacra, distese sullo step, gambe sollevate e via… e uno e due e tre… cazzo alla fine mi sembra di avere dei ferri roventi nella zona dello sterno.
Quando R. fa pilates è un’altra persona, è tutto un "ispira ed espira", tutto con movimenti lenti, equilibrati, regolati per la postura e cadenziati dal respiro. E’ un’esperienza rilassante e molto benefica, ma non fatevi illusioni, pilates non è per signorine, pilates mette sempre e costantemente alla prova per 1 ora i vostri addominali, pilates vi tiene sempre in tensione è solo che lo fa dolcemente e riequilibra i momenti di fatica con movimenti di stretching.

C2 è un’istruttrice di aerobica-step, C2 è una pazza scatenata, io non amo C2, ma per futuri impegni serali potrò seguire solo C2 e C1 e dovrò abbandonare i corsi di R., purtroppo… lo dico con la morte nel cuore!
Sì, perchè C2 è nightmare! E’ quella che ti mette la musica a manetta e che urla (inutilmente) i suoi ordini per sovrastare la musica. E’ quella che ti fa andare su e giù dallo step fino ad odiarlo, fino a che i tuoi muscoli non si sfilacciano. E’ quella che in posizione di quadrupedia ti fa fare di seguito per gamba anche fino ad 80 ripetizioni, quella che ti dice "dai dai, ancora 16" che tu ne hai appena fatte altre 24… (n.d.r.: le ripetizioni sono sempre da 8 e di solito vengono contate a countdown, forse per sembrare di meno… mah) e pensi "no cazzo, almeno cambiamo gamba che ormai sono anchilosata!", oppure "minchia! se continua così domani non cammino più", oppure "Oddio… muoio! dov’è la barella??".
C2 ti sfinisce, 1 sua ora ti rende un’ameba, dopo 15 minuti filati hai la maglia che gronda sudore (e sangue), dopo 1 ora vorresti teletrasportarti in doccia e bòna lè!
C2 ti guarda un pò male se non finisci i suoi esercizi.
C2 se non sei allenato almeno un minimo ti stronca con un arresto cardio-circolatorio dopo la prima mezzora.
C2, con tutto quello ke fa, non ha un fisico tonico come C1… e io la guardo e penso "e allora tutta sta fatica perchè? perchè? perchè? se alla fine sei un botolo quasi come me?", ma questo pensiero ammetto che è solo l’odio viscerale che mi esce spontaneamente dopo che non sento più le gambe e vorrei chiamare un time-out!
Forse da qui andare a maggio prossimo potrei skiattare, dovesse succedere sarà perchè non sono sopravvissuta al training di C2!!!

Nella stessa palestra un anno fa frequentavo un corso di fit-boxe. E’ stata una delle esperienze più intense della mia vita di palestra! Eravamo in 8 ragazze con un istruttore uomo, uno che il Louis Gosset Jr. di Ufficiale e Gentiluomo gli faceva proprio una pippa… irreprensibile, inflessibile, tosto da matti. Ci urlava cose da marines, quasi come a Full Metal Jacket, ci faceva correre sul posto e saltare come delle matte, ci faceva calciare e scazzottare il sacco fino allo sfinimento, ci faceva stare concentrate perchè cmq non era uno scazzottare "così" basta che sia, ma si inventava delle coreografie e delle figure. Ci faceva fare degli addominali abbastanza tosti, ognuna di noi doveva contarli a turno mentre li faceva e se si sbagliava si ricominciava tutte daccapo… (pesissima sta cosa!!).
Ma prima degli addominali dava il suo meglio facendoci fare una posizione isostatica incredibile: distese prone ci tenevamo in equilibrio appoggiando sul parquet solo le punte dei piedi e gli avambracci, tenendo il corpo disteso in linea dalla testa ai piedi per qualche decina di secondi… sembra una cavolata, lo so, ma provate a farlo e poi mi direte.
Questo istruttore era ed è molto bravo, aveva ed ha tuttora tutta la mia stima, dopo un anno non ho dimenticato certi movimenti di boxe.

Alla fine di questo bel quadretto forse qualcuno si chiederà il perchè di tutto questo masochismo.
Io non lo so, non ho una risposta sensata, so che dopo aver strapazzato il mio fisico mi sento molto meglio, so che la prima mezzora arrivo carica di rabbia inesplosa dall’ufficio, mentre nella seconda mezzora di lezione sono quasi da raccogliere con il cucchiaino ma non c’è più traccia delle frustrazioni fantozziane.
Qualcuno dirà che posso dedicare tutto questo tempo e questa mia costanza alla palestra perchè ancora non ho figli, io rispondo già a questo qualcuno che ha perfettamente ragione e proprio per questo ci sto dando dentro come non mai, ma siccome in palestra ci vado con il mio Stewie, che essendo stato per anni un canottiere sa il valore e l’importanza dello sport, penso e spero che al momento dei figli ci potremo organizzare in modo diverso senza doverla eliminare x forza la palestra.
Per il resto ora vado a letto, dopo una settimana intensa mi sento come se uno schiacciasassi della Bitelli mi fosse passato sopra (un pò come succede a Will Coyote), ho 2 giorni di recupero e lunedì si ricomincia belli pimpanti! Buon Week a tutti.

Voltfast 50 mg

Voltfast 50 mg, granulato per soluzione orale contenente diclofenac potassico.
Si usa nel trattamento a breve termine di stati dolorosi post-traumatici, stati infiammatori post-operatori, dolori mestruali (il tutto citato testualmente dal fogliettino illustrativo del medicinale).
Poichè non ho avuto traumi recenti nè operazioni, sono una fortunata vincitrice, ormai da anni anni e anni, di dolori mestruali lancinanti, ovvero la cara dismenorrea.
Sono aperta a qualsiasi soluzione o rimedio, basta che non mi propiniate sorridendo la mitica frase "fai un figlio che ti passa" perchè vi strozzo, lo giuro!
Ora come ora mi tengo stretto il mio Voltfast che quando lo prendo sembro proprio una drogata, anzi una dopata, 15 minuti prima sono piegata a mezzo dal male e 15 minuti dopo potrei buttarmi col paracadute, proprio come facevano alcune ragazze in una stupidissima pubblicità della Lines (credo).
Io quando ho le mestruazioni non voglio buttarmi da nessuna parte se non sul letto, quando mi alzo (che vorrei avere la badante per poterlo fare) mi trascino in bagno o in cucina come uno zombie, con delle occhiaie che se mi vedesse Dracula andrebbe lui all’Avis per donare il sangue a me.
Eppure continuano a fare stupide pubblicità… non me ne vogliate, ma sono quasi sicura che le creano degli ometti tutte quelle stronzate, oppure delle piccole managgger in carriera che a loro le mestruazioni si sono fermate da adolescenti.

Per quanto io mi sforzi a considerare questo evento mensile come di poco impatto sulla mia vita, in realtà me la condiziona, e non poco, nella scelta di quando andare in vacanza (conteggi e riconteggi sul calendario), quasi segregazione nel week end in cui capita (che quasi sempre c’è pure un week end di mezzo), andamento e rendimento sul lavoro (che i giorni prima sono inkazzosa ai massimi livelli, minchia non sopporto nessuno!! e i giorni durante me ne strafotto, basta che non mi facciano alzare dalla sedia per delle cagate). Rinasco solo al 4 giorno, riprendo la mia vita, i miei bioritmi, le mie uscite, torno in palestra, torno a sentirmi normale. Ogni tanto la vincono ancora loro la battaglia e mi costringono a letto come oggi.

Sarà che le mestruazioni sono comuni a tutte le donne, ma io e le MIE mestruazioni non ci sopportiamo x nulla al mondo!