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TERREMOTO

20 maggio 2012 – Diario di una giornata da incubo

E’ piena notte, sono appena due ore che dormiamo, alle 1:30 sono andati a casa i nostri amici, è stata una bella serata a base di piadina e vino, siamo un pò intontiti dalla balotta fatta insieme a loro.
All’improvviso un botto sordo e subito un boato crescente, un secondo dopo la casa sussulta, mio marito comincia ad urlare “via via, fuori di qui, il terremoto”, il boato cresce ancora insieme ai sussulti, io sembro paralizzata, lo so, ho capito che è il terremoto, non credo di poter immaginare altro, ma non riesco ad essere reattiva, mio marito urla ancora ed è già mezzo vestito, allora mi riprendo, schizzo fuori dal letto, arraffo i jeans e scappo nel corridoio verso la porta tra i sussulti e gli ondeggiamenti dell’appartamento.
I nostri dirimpettai escono insieme a noi, impauriti, infreddoliti, in canottiera e mutande e ciabatte, siamo già in cortile, la terra continua a tremare (ma quanto sono lunghi VENTI SECONDI DI TERREMOTO ???), tutte le luci si spengono e si riaccendono, piccoli temporanei black out mentre il boato si quieta. Ci guardiamo tutti in faccia e siamo increduli, poi guardiamo verso il condominio che è ancora lì e sembra incombere su di noi.

Squilla il nostro telefono, so già chi è, ma la prospettiva di rientrare in casa non mi piace, lo faccio lo stesso, prendo il telefono ma esco subito.
E’ mia madre che piangendo vuole che vada da lei, che la porti via da casa perchè da sola non vuole più stare; le dico che non posso, è troppo presto, se una scossa sussultoria mi sorprende per strada potrei sbandare e anche io ho paura.
Dopo un quarto d’ora di relativa calma decido che posso andare da lei, l’ansia si taglia a fette anche in auto, arrivo ed è al telefono, un’altra scossa, fuori fuori fuori subito, stiamo per un pò in auto in balia di ondeggiamenti vari, poi chiudiamo baracca e burattini e la porto da me.

I condomini si sono organizzati, siamo un gruppo pratico e tiriamo mattina insieme in un garage, sedie pieghevoli, moka di caffè per i più temerari, io ho lo stomaco chiuso e una costante sensazione di vomito. Arriva mattina, arrivano le paste e un iPad connesso ci mostra le prime immagini e notizie: mai e poi mai avremmo pensato che questa addormentata Pianura Padana covasse un tale segreto.
La chiamano la Dorsale Ferrarese, gli appennini si infilano sotto le Alpi, o almeno così vorrebbero fare, in questo modo non ci sono strisciamenti come le altre faglie in giro per il mondo, ma ci sono movimenti sussultori (eccheccazzo!).

Riporto a casa mia madre, entro in casa mia e nonostante il disagio, mi piomba addosso una stanchezza incredibile. Ci buttiamo a letto come due sacchi di patate ancora vestiti e cominciano le telefonate di amici e parenti lontani che si sono appena svegliati e guardando i tiggì hanno appreso le infauste notizie. Ho la percezione del tempo sfasata, credo sia pieno pomeriggio invece sono solo le 11.30, vado su feisbuk tanto non dormo, appena mi siedo comincia l’incubo dell’ondeggiamento, le gambe mi tremano e la sedia a rotelle va dove le pare, credo sia suggestione invece il sito dell’INGV mi conferma che era una scossetta di assestamento.

Torno a letto, si alza mio marito, mi appisolo un pò o almeno credo, poi all’improvviso…… ANCORA? Ancora un boato crescente e il tintinnare, lo riconosco, mio marito urla ma stavolta sono una molla e arrivo alla porta prima di lui, in 3 secondi netti siamo fuori casa e ci ritroviamo con i nostri vicini. Altro caffè… poi arriva anche la pioggia.

Arriva la serata, sempre feisbuk, sempre foto e commenti peggiori del previsto, la botta delle 4:03 è stata devastante, ha tirato giù case, chiese, capannoni, oratori, creato faglie e fessure nel terreno, ha fatto innalzare smottamenti di materiale fangoso spaccando tranquilli paesi di campagna, alla fine si contano 7 morti ed un sacco di macerie. Nonostante tutto sappiamo bene di essere stati molto molto fortunati, una magnitudo di 5.9 su un terreno diverso dalla pianura avrebbe raso al suolo questi paesi con un numero di morti ben maggiore.
Sono le 19.35 e ancora dobbiamo scappare fuori, ormai sembra quasi che stiamo giocando alle prove antincendio aziendali, tutti fuori, le vie di fuga sono qui, qui e qui… è uno stress psicologico enorme.

Arriva la notte… mia mamma dorme da noi, non voglio lasciarla da sola e crolla sfinita sul divano.
Io e mio marito ci stendiamo a letto, completamente vestiti, una sedia vicina alla porta d’entrata con giubbotti e maglioni, siamo pronti per scappare di nuovo, non vogliamo che ci sorprenda ancora.
Dopo 40 anni sento che ho bisogno di lasciare l’abat-jour accesa, so che questa cosa vi farà sorridere, ma la paura è immensa, non delle scosse, ma di risentire quel boato sordo che arriva, il boato che annuncia un mostro con un bocca spalancata pronta ad inghiottirci. E io voglio la luce accesa perchè quando chiudo gli occhi lo sento e quasi quasi lo vedo.

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2 Responses to “TERREMOTO”

  1. Fraintesa scrive:

    ciao Trinity, il mostro fa paura, ma insieme gli teniamo testa meglio. Tieni duro anche tu, coraggio, passerà tutto! un abbraccio forte

  2. trinity3dd scrive:

    @Fraintesa: grazie, grazie di cuore; non ho avuto danni materiali, so che siamo molto fortunati per questo.